In 14 anni nel nostro Paese sono quasi raddoppiati i giovani che hanno un lavoro precario: è quanto emerge dall’Employment Outlook diffuso oggi dall’Ocse. Secondo le rilevazioni dell’organizzazione con sede a Parigi, infatti, emerge che tra i 15-24enni quelli con un lavoro temporaneo erano nel 2000 il 26,2%, nel 2007 il 42,3% mentre nel 2013 sono passati al 52,2%. Oltre un giovane su due, quindi, ha un lavoro precario. Nella classifica dei 28 Paesi industrializzati l’Italia si colloca al nono posto per il tasso di precariato tra i giovani, a fronte di una media Ocse nettamente più bassa, pari al 25%. Ma se è vero che Francia e Germania ci “battono” (58,6% e 42,9% sono rispettivamente i dati sui giovani con un lavoro temporaneo) va anche considerato che in questi Paesi rispetto agli anni precedenti si è verificato un incremento del precariato nettamente inferiore a quello registrato in Italia. Nel nostro Paese – rileva l’Employment Outlook – la disoccupazione sfiorerà quest’anno il 13%, raggiungendo il 12,9% nel quarto trimestre (a fronte del 12,6% registrato alla fine del 2013). A fronte di una media Ocse del 7,4%, il nostro Paese farà meglio soltanto di Grecia (27,1%), Spagna (25%), Portogallo (15%) e Repubblica Slovacca (13,7%). Nel 2015 l’Ocse stima per l’Italia un calo della disoccupazione al 12,2%. Capitolo salari: tra i 34 Paesi Ocse il nostro si colloca al ventesimo posto, con una retribuzione media di 34.661 dollari a parità di potere d’acquisto, decisamente sotto la media dell’area che è di 43.772 dollari. “È importante che il ‘Jobs Act’ sia approvato e reso operativo rapidamente” raccomanda l’Ocse nell’Employment Outlook. (Red – 3 set)