“MAGNUM CHAOS”, UN THRILLER VATICANO DI NICOLA BITETTI
E’ in uscita nelle librerie “Magnum Chaos” (Curcio, pp. 287, 14,90 euro), il nuovo romanzo di Nicola Bitetti, un thriller vaticano ambientato ai giorni nostri tra le città di Roma e Tivoli, che vede protagonisti l’ispettore di Polizia Guido Talenti e la giovane Lena, una ragazza che presta servizio come guida Villa d’Este. Dopo l’annuncio del Papa di un nuovo concilio ecumenico vaticano, allo scopo di riformare la Chiesa Cattolica, si verifica un evento inspiegabile: un suono lacerante, proveniente dal cielo, crea panico e sgomento fra la gente. Le trombe dell’apocalisse hanno risvegliato un’antica setta assetata di sangue che si credeva estinta da tempo: il Vicariato Segreto. Monaci neri incappucciati e dal volto coperto da una maschera argentea si lasciano dietro una lunga scia di sangue. Degli omicidi se ne occupa l’ispettore Talenti. Ben presto, l’ispettore scoprirà che per rimettere insieme i pezzi di questo intricato puzzle, dovrà ricorrere all’aiuto di Lena. La ragazza è un’esperta di Villa d’Este e profonda conoscitrice di Alchimia. Assieme ai due ci sarà Padre Raphael, un burbero gesuita e professore universitario, che aiuterà la coppia a decifrare gli indizi e a farsi strada in una ricerca che attraversa epoche diverse, svelando congiure di personaggi illustri. (Red)
“LEOPARDI”: UNA NUOVA EDIZIONE PER IL LIBRO DI MINORE
Torna in libreria in una nuova edizione aggiornata “Leopardi” (Bompiani, pp. 284, 9 euro) di Renato Minore. Al centro del libro un prodigio della nostra letteratura, il più amato ma anche il più frainteso. I giochi, i sogni, i terrori dell’infanzia nel soffocante microcosmo familiare, tra una madre gelida e un padre debole e “colto”. Lo scontro con la Roma dei potenti e dei letterati, la sofferenza della diversità fisica, una infelice passione vissuta sotto la tutela del chiacchieratissimo Ranieri, gli ultimi anni nella Napoli chiassosa dei Lazzaroni e dei Pulcinella, su cui incombe il terribile colera del 1837. Con amore infinito, ma senza inutili indulgenze, l’autore mette in scena un Leopardi ancora inesplorato. Immensamente grande, troppo grande per i contemporanei che non seppero mai accettarlo. Dolorosamente uomo quando offre l’amata Fanny al bel Tonino o medita una profetica e davvero sconosciuta lettera a un giovane del Ventesimo secolo. Il volume si conclude con una appendice in versi, “Volti di Giacomo”, che invita a interrogarsi su quale fosse il vero volto di Leopardi. (Red)
“MANCANZE”: LE POESIE DI ALESSANDRO FO
Alessandro Fo, docente dell’Università di Siena, è uno dei vincitori dell’85esima edizione del premio letterario Viareggio Rèpaci 2014. Il professore ha vinto il prestigioso premio nella sezione Poesia con la raccolta “Mancanze” (Bompiani, pp. 128, 11 euro). La poesia di questa raccolta è estremamente contigua, per forma e ispirazione, ai meccanismi della preghiera. Dunque una sequenza di tentativi di accostarsi al divino, ma nello stesso tempo un acuto scrutare nell’esistenza di cose e persone; una inesausta ricerca delle particelle infinitesimali di quella sostanza angelica che abita nelle contingenze terrene e umane meno canoniche. Le poesie di questo libro sono trame, filamenti che in modi anche eccentrici collegano punti disposti chissà dove, oltre la nostra percezione, e giorni e luoghi scolpiti nelle nostre reali esistenze – senza trascurare le musiche: da Chopin alle comuni battute rubate ai dialoghi quotidiani. E se di questi fili possiamo osservare solo uno dei capi – il più vicino – l’altro può forse essere intuito, riconosciuto in alcune tracce disseminate fra le pieghe dell’esperienza di ogni giorno. (Red)
“IL PORTINAIO DEL DIAVOLO”: UNA RIFLESSIONE SUL SALVIFICO E MALEFICO
Nella letteratura, nel cinema e nelle arti figurative, gli occhi, potenziati anche da occhiali, binocoli e cannocchiali, sono strumenti per vedere in profondità ciò che si nasconde dentro le cose, e quindi anche i vizi e tutto l’innominabile. In questo consiste l’elemento luciferino dello sguardo: una volontà diabolica di conoscere oltre l’apparenza, o di distorcere le apparenze. Attraverso un viaggio che comincia con Boccaccio, passa per Perec, Moravia, la Spagna barocca, la letteratura austriaca e polacca, Hitchcock, Bassani, e si conclude con Leonardo Sciascia, Salvatore Silvano Nigro, con “Il portinaio del diavolo”(Bompiani, pp. 160, 16 euro), guida i lettori a una riflessione critica sullo sguardo salvifico e malefico, fatale e irresistibile. (Red)
UN RAPIMENTO SULLA NEVE IN “BLACK ICE”
Si è preparata per più di un anno a un trekking sul Teton Range. Quello a cui non era preparata, però, è scoprire che Calvin, il suo ex ragazzo e unico grande amore, si unirà a lei. Prima che Britt abbia tempo di esplorare i propri sentimenti, si scatena una terribile tormenta che la obbliga a rifugiarsi in una baita sperduta. Peccato che gli occupanti, entrambi giovani e molto affascinanti, siano anche due fuggitivi decisi a prenderla in ostaggio. Britt sa che la conoscenza dei sentieri e l’attrezzatura da trekking che ha con sé rappresentano la sua assicurazione sulla vita, e che deve solo resistere abbastanza a lungo perché Calvin la raggiunga. Eppure, in una disperata corsa contro il tempo e il freddo, Britt scoprirà che sotto la neve si nascondono moltissimi segreti e che forse il suo rapitore, la cui gentilezza è decisamente seducente, non è quello che sembra. Tutto questo è “Black Ice” (Piemme, pp. 480, 17,50 euro) di Becca Fitzpatrick. (Red)
