Anche quest’estate l’Italia è stata presa d’assalto dal turismo multimilionario. L’ultimo caso è il matrimonio indiano di Ritika, la terzogenita del magnate del ferro Pramod Agarwal che ha mobilitato la Puglia: 10 milioni di euro il costo (il 20% del Pil dell’India), 800 gli invitati, due desk per l’accoglienza dei passeggeri che sono atterrati in questi giorni agli aeroporti di Bari e Brindisi e un piano di emergenza per l’incognita maltempo. Restando in Puglia, è stato avvistato recentemente nel porto di Brindisi il maxi yacht “Venus”, da 100 milioni di euro, fatto progettare appositamente da Steve Jobs per la sua famiglia. E che dire di Dmitry Aleksandrovich Arzhanov, il magnate russo del colosso Tns Energo Group, che a fine agosto ha affittato mezza Anacapri per festeggiare il suo compleanno? Per lui “la milionata di euro” che gli è costata questo sfizio sono spiccioli. Chiacchieratissimo anche il recente soggiorno degli idoli delle teenager One Direction sul Lago di Como – ormai ribattezzato “Lariowood” – che hanno prenotato l’esclusiva struttura del CastaDiva Resort & Spa di Blevio, un hotel cinque stelle lusso dal costo di oltre 4000 euro a notte. Sono tantissimi insomma i vip che anche quest’estate hanno scelto il Belpaese per le loro lussuose vacanze: chi non ha notato il sexy bikini di Rihanna su un gigantesco yacht in giro per le Isole Eolie? E i selfie da turista in Toscana dell’attore Will Smith? Per non parlare poi di Leo Messi e di Lindsay Lohan, paparazzati entrambi su enormi barche in Costiera Amalfitana. O dell’attore Richard Gere, in vacanza col figlio nella Città Eterna. I dati avvalorano la tendenza: una ricerca appena pubblicata dalla catena dei Small Luxury Hotels of the World (SLH) condotta su 13.000 clienti rivela le nuove tendenze del 2014 nel mercato del lusso.
LA META PREFERITA DA CHI AMA SPENDERE Il Belpaese è la destinazione preferita da chi ama spendere, per il 13% degli intervistati, la seconda meta è la Francia (11,1%) e la terza restano le Maldive (8%). Analizzando un monitoraggio di inizio anno dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), il turismo di lusso non conosce crisi: se due anni fa solo il 35% dei clienti prenotava più di quattro viaggi di lusso, oggi questa percentuale è lievitata al 51%, merito senza dubbio di nuovi mercati in piena espansione, Cina e Brasile, ma anche della vecchia Europa, grazie a Germania e Regno Unito. Il panel tedesco fa emergere un 100% di clienti ad alto reddito che prenotano più di 4 vacanze nell’arco di 12 mesi. Bene anche il Regno Unito con il 63%. Tra i viaggiatori europei che fanno crescere il turismo nel Belpaese non potevano mancare i famigerati russi, amanti della Versilia di cui sono assidui frequentatori, ma ormai sempre più pronti ad animare le sponde del Lago di Como con feste di lusso nei resort più esclusivi. Le principali destinazioni del nostro Paese continuano ad essere quelle più industrializzate ed economicamente sviluppate, dove risiede l’enclave degli affari oltre allo shopping di lusso. Vengono prediletti i grandi centri urbani, con hotel a 5 stelle, un alto livello nell’efficienza dei servizi oltre ad un uso comune della lingua inglese che facilita il loro ambientamento. Altre mete di grande attrazione sono le strutture alberghiere di lusso su campi da golf, piuttosto che zone termali con SPA modernamente attrezzate per la cura della bellezza. Sul fronte shopping di prodotti d’alta gamma se russi, americani, messicani, brasiliani e giapponesi fanno la loro parte, sono sicuramente i cinesi a dare maggiori soddisfazioni ai negozianti: la spesa media è di quasi 900 euro, per lo più mirata al genere lusso. Unica nota dolente del turismo di lusso? Contribuisce poco a destagionalizzare. Sempre secondo il monitoraggio dell’Enit i mesi privilegiati per i soggiorni di lusso sarebbero dicembre, luglio e agosto, ovvero gli stessi del turismo più “low profile”. E’ proprio il turismo, secondo i dati Unioncamere e Ministero del Lavoro, il settore trainante dal punto di vista occupazionale per la stagione estiva di questo 2014, nonostante si tratti di un anno un po’ “bagnato”. Si parla di 72 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato con contratti per lo più di tre mesi. Il dato è interessante anche perché doppio rispetto allo stesso trimestre del 2013, quando le imprese dell’industria e servizi legati al turismo avevano creato circa 36 mila posti di lavoro. Se per il turismo low profile è cresciuta la richiesta di cuochi, camerieri, addetti alle pulizie e all’accoglienza dei clienti, per il turismo di lusso è aumentata invece la richiesta di nuovi profili quali quello dell’Hospitality Ambassador, un vero e proprio manager dell’ospitalità a 5 stelle. (red – 5 set)