Sette giorni di proiezioni, 43 anteprime internazionali, 6 anteprime italiane, 7265 minuti di proiezione complessivi, 21 Paesi rappresentati, due giorni dedicati ai più piccoli, quattro incontri e approfondimenti. Sono questi i numeri dell’ottava edizione del Roma Fiction Fest, il festival internazionale dedicato alla fiction televisiva, promosso dalla Regione Lazio e dalla Camera di Commercio, organizzato da Apt (Associazione produttori televisivi) e Sviluppo Lazio, che si terrà a Roma dal 13 al 19 settembre presso l’Auditorium Parco della Musica. L’evento ha la nuova direzione artistica di Carlo Freccero che, nella conferenza stampa di presentazione, ha illustrato il fitto programma. “Avremo una serie nuovissima che andrà in onda su Abc nel 2015 – annuncia Ferrero -, American Crime: un’anteprima mondiale”. Tra i tantissimi appuntamenti in programma ci sono la serie True detective, preceduta dalla proiezione del film La strategia del ragno e da una videointervista di Bernardo Bertolucci; Trois fois Manon, una fiction francese; la miniserie Fargo, tratta dal film dei fratelli Coen e prodotta dagli stessi registi; un focus sulla Turchia e una sezione dedicata ai videogame. E poi House of Cards, Orange is the new look, Looking e Transparent. “Lo slogan del Festival – continua il direttore artistico – è ‘Fingiamo che sia fiction’ perché questo tipo di prodotto racconta la realtà e propone una critica feroce alla società”. “Orgoglio, sobrietà e rivisitazione critica” sono le tre parole d’ordine nelle quali si racchiude il Festival, dettate da Marco Follini, presidente produttori Apt. “Un festival risparmioso – annuncia Follini – che è passato da un budget di 7 milioni nel 2011 a uno di 1,6 di quest’anno”. “Preferisco il prodotto – afferma Freccero – al Red Carpet, per questo abbiamo rinunciato alle grandi star”. “Abbiamo allestito una vetrina meno scintillante – dice Follini – ma con più contenuto”. Freccero definisce il Roma Fiction Fest “un festival di cinema e politica” e ha spiegato che la presenza modesta delle produzioni italiane – sei in totale – è dovuta al fatto che “alcune serie non sono ancora terminate e altre, come I Cesaroni o Squadra Antimafia, sono già in programmazione e ho ritenuto inutile ripresentarle”.
ZINGARETTI: “IL PIL CRESCE CON LA CULTURA” – “Sui giornali di oggi si legge che per far crescere il Pil si inseriscono i proventi della mafia e del traffico di droga; noi, invece, vorremmo far crescere il Pil con la cultura”: questo il commento del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che accende i riflettori su tre aspetti che fanno di questo Festival un’iniziativa importante. “Il primo – afferma il governatore del Lazio – è l’esempio di una bella collaborazione italiana che ha portato a un grande evento culturale”. Il secondo aspetto è “il valore aggiunto che questo settore può dare al Sistema Paese”. “Infine – conclude Zingaretti – vorrei sottolineare che questo evento non è una parentesi nel deserto: il Consiglio regionale ha approvato le leggi sul cinema audiovisivo e sullo spettacolo dal vivo”. (Sip – 10 set)