I dati forniti oggi dall’Istat dicono che l’Italia è in deflazione. Ad agosto infatti si è registrato un indice dei prezzi in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre su base mensile l’indice aumenta dello 0,2%. Numeri negativi arrivano anche dalla produzione industriale in calo a luglio dell’1% (- 1,8% annuo) e livelli record raggiunti dal debito pubblico, che a luglio è arrivato a 2.168,6 miliardi di euro, 200 milioni in più rispetto a giugno. In particolare il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di un miliardo, quello delle locali è diminuito di 0,7 miliardi; mentre il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. Nei primi sette mesi il debito pubblico è aumentato di 99,2 miliardi. Tornando all’inflazione, invece, l’Istat sottolinea come la discesa su base annua sia principalmente dovuta all’accentuarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici (con quelli non regolamentati che da +0,4% di luglio passano a -1,2%) e al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi; andamenti solo in parte controbilanciati dal ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,8%, da -2,9% di luglio). Al netto dei soli beni energetici, l’inflazione sale invece allo 0,4% (da +0,3% di luglio), mentre l'”inflazione di fondo”, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende allo 0,5% (dallo 0,6% del mese precedente). A contribuire al rialzo mensile dell’indice generale sono essenzialmente i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,8%), su cui incidono fattori di natura stagionale. Questo aumento è solo in parte compensato dal calo mensile dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-0,5%). (Pif – 12 set)