L’Italia sta tornando sui “radar della cooperazione”. Dopo l’entrata in vigore della nuova legge 125 sulla cooperazione internazionale, il viceministro agli Esteri Lapo Pistelli fa il punto alla Camera sugli strumenti normativi che la disciplinano e mette in risalto i passi avanti che il paese sta facendo anche grazie alla nuova legge. Nei fori internazionali “c’è un’accresciuta attenzione nei confronti dell’Italia – ha dichiarato il viceministro – Ne ho avuto riscontro anche nella riunione straordinaria di lunedì sull’Ebola a Bruxelles”. “In queste settimane abbiamo cominciato a mettere l’occhio ai modelli europei che già accarezzano un’architettura come la nostra”, perché “non occorre nel 2014 ‘reinventare la ruota’”, ma è utile osservare quello che già esiste, “capire i ‘segreti del loro successo’ e i limiti, evitando di ripetere gli errori compiuti dagli altri”. Secondo Pistelli, all’interno del ministero e della cooperazione allo sviluppo, sta avvenendo un cambiamento importante che può essere paragonato a un trasloco: “Questo lavoro metterà nuovo stress sulla struttura in questa fase di cambiamenti” come “lavorare al vecchio regime, prepararsi al nuovo e adeguarsi al nuovo” ha dichiarato Pistelli. “Come in un trasloco, c’è una fase – ha aggiunto Pistelli – in cui si chiude la porta dietro le spalle, si mettono le ultime scatole in macchina e poi c’è una prima notte in un altro letto, ma è anche una fase in cui ci si arrabbia perché ad esempio non si ricorda in che scatola sono state messe determinate cose: cerchiamo di prevedere tutti i fattori di rischio di questo processo. Ci siamo mossi bene, con consapevolezza”. Ridurre al minimo le disfunzioni e cercare “la massima collaborazione negli organi diversi dal ministero e della cooperazione internazionale” che “devono aiutarci a rispettare il cronoprogramma” saranno i prossimi obiettivi del dicastero. “E’ un trasloco importante – ha proseguito il viceministro -, ma in questi mesi è cresciuta l’attenzione nei confronti dell’Italia”, si sta assistendo a un vero e proprio “rientro in campo” e nei fori internazionali l’Italia è “tornata sui radar della cooperazione e dell’aiuto internazionale”. (Cle – 17 set)