(18 set) Dopo il successo della sua “Cenerentola” all’ultimo Festival di Salisburgo – dove è stato il primo regista italiano invitato a realizzare tre opere in tre edizioni consecutive – Damiano Michieletto affronta un altro celebre titolo rossiniano, per il suo debutto all’Opéra di Parigi: “Il barbiere di Siviglia”, in scena da domani. “Ho cercato di realizzare una messa in scena che fosse in grado di mantenere una chiara narrazione della storia – spiega Michieletto – proponendo dei personaggi calati in un mondo realistico, come può essere quello di un quartiere popolare della Spagna di oggi. Tutti i caratteri emergono in modo vivido, e i temi settecenteschi di Beaumarchais trovano piena corrispondenza nell’umanità contemporanea che vive in questi luoghi”. “Il Barbiere di Siviglia è uno dei titoli più rappresentati al mondo – prosegue Michieletto – e trovare l’equilibrio comico tra i vari caratteri umani è un’autentica sfida per il regista, che allo stesso tempo deve porsi il problema dello spazio scenico. Tutto avviene senza interruzioni, dall’alba al tramonto e fino al mattino seguente, in uno spazio che può trasformarsi continuamente, e che deve essere adatto a mantenere costantemente il ritmo brioso e pungente della musica di Rossini”. Dopo il debutto a Parigi, nel 2015 Michieletto – sempre all’insegna di Rossini – esordirà il 20 gennaio all’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam, con “Il viaggio a Reims” e il 29 giugno alla Covent Garden Royal Opera House di Londra con il “Guillaume Tell diretto” da Antonio Pappano. (Red)