“Finalmente si vota”. Il segretario generale del Cgie Elio Carozza è entusiasta. E’ convinto e si dice “contento”. Parla del rinnovo dei Comitati degli Italiani all’ estero (Com.It.Es) dalla Farnesina – a margine della riunione del Comitato di Presidenza che si è tenuta questa mattina – e non nasconde soddisfazione: “Dobbiamo andare a votare. Non si può ritardare il voto”. Carozza è infatti convinto che “le elezioni si faranno” (sono in programma a dicembre) e questo grazie “alla forte determinazione del Consiglio Generale degli Italiani all’ Estero e al governo che ha fatto di tutto perché si riuscisse a rispettare la data stabilita, il 2014”. Carozza parla di un “Cgie che non ha mollato” e di un governo che ha “saputo ascoltare” (c’è stato un confronto, un dialogo costruttivo tra Cgie e governo che ha funzionato e per questo dobbiamo ringraziare il ministro che ha saputo cogliere le nostre indicazioni. C’ è stata totale sintonia, attenzione e sostegno da parte del governo”) e pure del lavoro fatto (“realizzeremo una pubblicazione: illustreremo tutti i lavori svolti dal Consiglio dal 2004 a oggi e la consegneremo al nuovo Cgie”) pensando però già al futuro: “Mi auguro che il Senato approvi il testo. Mi auguro che questo organismo rimanga valido e soprattutto mi auguro un forte ricambio generazionale”. Del resto in tempo di crisi e di spending review “è già un miracolo non essere spariti” aggiunge.
TEMPI STRETTI “Ora però è tempo di informare, i tempi sono stretti – sottolinea il segretario generale del Cgie a proposito delle modalità di voto dei Comites – in realtà – aggiunge – bisognava iniziare a informare le nostre comunità già qualche mese fa “. Carozza ammette che “non sarà facile” ma che “ministero, associazioni, Comites e sindacati in loco stanno facendo un grande lavoro, uno sforzo”. “Il ministro invierà 2milioni e 800mila lettere ad altrettanti capofamiglia che verranno informati sulle modalità delle elezioni” assicura il segretario che è convinto “che si farà di tutto perché il maggior numero di connazionali si iscrivano nelle liste elettorali” per avere così, la possibilità di votare. “Se c’è qualcuno che è felice per queste elezioni siamo noi del Cgie, che da 10 anni sosteniamo i Comites, difendendone il ruolo” sottolinea con fermezza dalla Farnesina. “Se la legge non verrà convertita, così come è stata votata alla camera ci si può iscrivere fino al 19 novembre. I tempi sono strettissimi e ora occorre informare i cittadini iscritti all’Aire – ricorda Carozza – questo punto resta, infatti, una criticità e per questo motivo non ci aspettiamo un alto livello di partecipazione. Tuttavia nessuna percentuale potrà essere presa a pretesto” per dire addio agli organismi di rappresentanza. “Meglio 10 Comites in più che 10 Comites in meno” aggiunge infine il segretario generale del Cgie a proposito del fatto che sono stati creato nuovi Comites ( in tutto 14) mentre ne sono stati chiusi 28. “Se tutto va bene – si augura infine Carozza – ovvero se vengono rispettati i tempi delle procedure, le assemblee-paese potrebbero tenersi in aprile e, quindi, se le nomine governative arriveranno in tempo si potrebbe avere il nuovo Cgie a maggio”. Buoni propositi insomma, è un unico grande intento: “Non si abbassi l’attenzione sugli italiani all’estero”. (23 set – Gil)
L’APPELLO AL SENATO Ai senatori della Repubblica “abbiamo riaffermato l’ attualità e l’ urgenza del rinnovo dei Comites e del Cgie” in un momento in cui “il Parlamento deve ancora convertire il decreto e deve andare veloce, perché senza conversione siamo bloccati e i tempi sono stretti. Vedo tra i senatori molta aspetti di criticità, ma penso che alla fine approveranno il decreto perché inserito in un decreto molto importante come quello sulle missioni internazionali” ha detto il segretario del Cgie Elio Carozza, al termine dell’ incontro informale che il Consiglio Generale per gli italiani all’ estero ha avuto con il Comitato per le questioni degli italiani all’ estero in Senato. Il rinnovo dei Comites è fissato per legge entro il 2014, ma durante il colloquio è emersa la volontà da parte dei senatori eletti all’ estero di chiedere un rinvio al primo semestre del 2015 per consentire di avere maggior tempo per compilazione delle liste elettorali e provvedere a una adeguata opera di informazione degli elettori circa le nuove modalità di voto. “Andare al voto in questo modo sarebbe poco credibile”, ha detto il senatore di Pi Aldo Di Biagio all’ uscita a Carozza, che ha risposto che “un rinvio di sei mesi non sarebbe comunque sufficiente”. (23 set – Sis)