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Il design del Belpaese
in Sudafrica

it@withub.it by it@withub.it
3 Ottobre 2014
in Archivio speciali - Mostre
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IL DESIGN ITALIANO IN SUD AFRICA

La versione ampliata e aggiornata della mostra “The New Italian Design” approda a Città del Capo, dal 5 al 25 ottobre, per la prima volta in Sud Africa. Un viaggio sul design italiano contemporaneo e un percorso di valorizzazione e promozione della nuova creatività italiana – dal food al web design, dal fashion al textile design, dal design del gioiello all’oggettistica – promosso dal Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano, diretto da Silvana Annicchiarico. La mostra ha fatto tappa a Madrid (2007), Istanbul (2010), Pechino e Nantou (2012), Bilbao e San Francisco (2013). In esposizione 288 progetti di 133 designer, di cui 189 sul design di prodotto, 28 sulla grafica, 28 su oggetti legati al corpo come gioielli, borse e accessori, 7 sulla ricerca, 32 sul food design, 4 sull’interior design.

ANCHE IL PRESIDENTE NAPOLITANO ALLA MOSTRA DI CINZIA CORTELLESSA

Si sono presentati sabato sera alle 19 in punto, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e la moglie Clio al Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale dove si tiene la mostra “Mutazioni. Percorsi di vita con l’Arte”, l’antologica dedicata a Cinzia Cotellessa promossa dall’Associazione Brutium: I calabresi nel mondo. Nel corso della visita, Napolitano e sua moglie, prima di prendere parte alla presentazione dell’esposizione, si sono soffermati davanti ai pezzi per apprezzarne tecniche e soggetti. E al termine della serata, dopo il brindisi inaugurale, onorata dalla loro presenza, l’artista ha donato loro un pezzo, uno splendido puttino. Ampia la parata di vip e volti noti alla manifestazione: tantissimi, infatti, i personaggi del mondo della cultura, delle istituzioni e dello spettacolo che si sono dati appuntamento nella spettacolare cornice per brindare insieme all’artista. Dal critico d’arte Achille Bonito Oliva alla contessa Teresa Poli Sandri, da Luigi De Simone a Daniela Jacorossi a Rosanna Lambertucci, giornalista, scrittrice e conduttrice del famoso programma “Più sani più belli” per 16 anni in onda su Rai Uno, e ancora Claudio D’Alessio, figlio primogenito del cantante Gigi, il pr Claudio Nucci, e Natalie Caldonazzo, attrice e showgirl italiana, nonché ultima compagna di Massimo Troisi. A rendere ancora più interessante il vernissage il significativo contributo offerto dagli interventi dei tanti relatori presenti, che hanno illustrato le diverse tappe artistiche attraverso le quali è passata la pittura della Cotellessa: da Gemma Gesualdi, presidente del Brutium, a Rosario Sprovieri, responsabile del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale, da Marina Piranomonte, direttore archeologo coordinatore della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologi di Roma, al critico e direttore di Ages, Mara Ferloni e al giornalista e conduttore de “Il ruggito del coniglio” Antonello Dose. Evento nell’evento: l’esibizione di Giorgia Minnella, etoile presso il Royal Danish Ballet, che a passo di danza ha svelato al pubblico i molteplici significati della Sedia Antropomorfa, una sanguigna di dimensioni eccezionali destinata a diventare, secondo un progetto della pittrice, l’opera di questo genere più grande al mondo. Promossa dall’Associazione Brutium e patrocinata dal Mibact e dal Consiglio regionale del Lazio, l’esposizione racconta un’artista che ha raggiunto un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea italiana e internazionale, ottenendo premi e riconoscimenti significativi da critica e pubblico, e offre, per l’ultima volta, la possibilità di ammirarne da vicino i lavori. Oltre 150 le opere in mostra: dai Ribbons, nastri fluttuanti o aggrovigliati che escono liberi dall’immagine rarefatta di un cielo o di uno sfondo nero e si annodano o si sciolgono ricercando l’immortalità di un cerchio perfetto, alle Palle rotte, prodotti minimalisti in tecnica mista e a olio poggiate su di una tela a base quadrata, che, inneggiando alla cracking art; dai ritratti di donne sensuali e carnali realizzati in sanguigna ad Angeli e Cherubini. Intensi gli sguardi dei Guerrieri della Luce, trentatré protagonisti dell’arte (da Michelangelo ad Haring passando per Guttuso, De Chirico, Botero, Ricasso, Klimt, Kalho, Lempicka, Cezanne e tanti altri) omaggiati dall’artista con un tributo speciale perché – come ha spiegato lei stessa – “hanno accarezzato il cuore di molti con le loro opere e meritano di essere ricordati con la stessa intensità con cui hanno donato all’umanità intera un patrimonio di sentimenti e emozioni”. A chiudere l’esposizione i pezzi realizzati per gli amici a quattro zampe, ulteriore testimonianza dell’abilità creativa della pittrice, e, infine, la Sedia Antropomorfa, opera dal significato criptico vuol essere la rappresentazione di un desiderio o di semplice proiezione ricostruita attraverso una serie di “scatti” raffiguranti, forse, un uomo e una donna abbracciati e celati da un drappo. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al prossimo 12 ottobre. (Cle)

RAI: VIAGGIO IN 90 ANNI DI STORIA 

Due istituzioni di Fondazione Torino Musei, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea con una sezione storica-documentaria e Palazzo Madama per la parte dedicata al costume, raccontano la RAI in un percorso tra storia, informazione, cultura, spettacolo. In mostra, sotto il titolo “1924-2014 la RAI racconta l’Italia”, fino al 21 ottobre, la ricostruzione di un set televisivo degli anni ’70, materiali d’archivio, tecnologia, video, fotografie e ancora costumi, abiti, straordinarie invenzioni che hanno fatto dell’azienda, in 90 anni di radio e in 60 anni di televisione, la più importante impresa culturale d’Italia. Un viaggio attraverso storie grandi e piccole, testimonianze del giornalismo televisivo, le notizie che hanno cambiato il paese, i protagonisti, i costumi delle dive del piccolo schermo dalle gemelle Kessler, Mina, Raffaella Carrà fino a Patty Pravo, Ines Sastre così come le storie, tutte trasmesse da radio e tv, di gente comune, di paesi, avvenimenti della storia nazionale. L’esposizione nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati e del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei per la tappa nella capitale sabauda. La mostra si avvale del sostegno di Eni e di Intesa Sanpaolo e della collaborazione di Piero Angela, Piero Badaloni, Andrea Camilleri, Bruno Pizzul, Arnaldo Plateroti, Emilio Ravel, Marcello Sorgi, Bruno Vespa, Sergio Zavoli e della partecipazione di Fabiana Giacomotti per la sezione costumi. La curatela è di Costanza Esclapon, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai, Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando e di Barbara Scaramucci, già direttore di Rai Teche.

 

MILANO OMAGGIA I KENNEDY E MARTIN LUTHER KING

Fino al 12 ottobre, nelle sale di Palazzo Reale a Milano, si tiene una mostra dedicata ai diritti civili sostenuti da John F. Kennedy, Robert F. Kennedy e Martin Luther King e al centro delle attività del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, “Freedom Fighters – I Kennedy e la battaglia per i diritti civili”, promossa e prodotta da Comune di Milano, Palazzo Reale e dal Robert F. Center for Justice and Human Rights Europe in collaborazione con l’ambasciata Usa in Italia. Inoltre dall‘8 al 10 ottobre, sempre nelle sale di Palazzo Reale si terrà la mostra “I have a dream” dedicata ai 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista per i diritti civili Martin Luther King e che si concluderà con un’asta benefica a sostegno del Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Europe con la partecipazione della presidente onoraria Kerry Kennedy.

 

GLI ARTISTI DEL RAME

Il rame, declinato nelle sue molteplici forme e applicazioni, è al centro del progetto espositivo Trame in programma alla Triennale di Milano fino al 9 novembre. Si tratta del primo evento espositivo che presenta un materiale come il rame in una luce del tutto nuova, grazie a un approccio trasversale che porta alla Triennale oltre 250 pezzi rappresentativi dei settori in esposizione. La mostra individua un percorso attraverso opere d’arte, oggetti di design e d’architettura, applicazioni tecnico-scientifiche, documentazione fotografica e video in cui il rame è il filo conduttore che accomuna autori, provenienti da esperienze diverse, che hanno sfruttato in modo fortemente innovativo le qualità formali, strutturali e plastiche di questo materiale. La sezione dedicata all’arte contemporanea vedrà in esposizione circa 30 opere di artisti dagli anni sessanta ai giorni nostri, consentendo così al visitatore di apprezzare le evoluzioni dell’uso del rame dall’Arte Povera alla Minimal Art fino alle tendenze degli ultimi anni. Il percorso proseguirà con il design, con oltre 100 oggetti progettati dai più autorevoli nomi che hanno operato in questo settore. Si passerà quindi all’architettura, con circa 10 modellini di progetti realizzati da alcuni tra gli architetti più famosi, e infine alla sezione dedicata alla tecnologia, ambito in cui il rame è impiegato in settori cruciali come l’informatica, la medicina, l’energia, i trasporti. Sono stati selezionati i lavori di artisti storici come Lucio Fontana, Fausto Melotti, Carl Andre, Marco Bagnoli, Joseph Beuys, Luciano Fabro, Anselm Kiefer, Eliseo Mattiacci, Marisa Merz, Hidetoshi Nagasawa, Remo Salvadori, Gilberto Zorio, Meg Webster per giungere ai contemporanei come Roni Horn, Cristina Iglesias, Damián Ortega e a personalità delle ultime generazioni come Andrea Sala, Alicja Kwade e Danh Vo, per citarne alcuni.

A ROMA LE FOTO DI DENNIS HOPPER

La Gagosian Gallery di Roma presenta da oggi all’8 novembre la prima grande mostra fotografica nella Capitale di Dennis Hopper. Hopper, noto come regista ed attore del film “cult” Easy Rider (1969), ha recitato anche in altri “colossal” quali L’amico americano (1977), Apocalypse Now (1979), Velluto Blu (1986), Colpo Vincente (1986), interpretando coraggiose performance; verso la fine degli anni ‘80 ha firmato la regia di Colors—Colori di guerra (1988). Presentati nell’esposizione, dal titolo “Scratching the surface”, fotografie degli anni ’60 e scatti dei primi anni ’70, appartenenti alla serie Drugstore Camera, accompagnati dalla proiezione di interviste e segmenti di alcuni dei suoi celebri film. E’ durante l’ascesa verso la popolarità hollywoodiana che Hopper comincia attraverso la fotografia a cogliere lo spirito ribelle degli anni ‘60 grazie a scatti ormai iconici che spaziano da Los Angeles a Harlem, a Tijuana in Messico, ai grandi personaggi dell’epoca tra cui Jane Fonda, Andy Warhol e John Wayne. Sono in mostra un centinaio di “vintage prints” firmate degli anni ‘60, tra cui i ritratti di artisti, attori e musicisti ripresi da Hopper con grande immediatezza. Le fotografie appartenenti alla serie Drugstore Camera sono state scattate a Taos, New Mexico, dove Hopper decise di stabilirsi dopo la produzione di Easy Rider rimanendovi fino agli anni ’80, e luogo in cui ha scelto di essere sepolto.

 

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