“Bisogna continuare a salvare vite umane, costruire un sistema di accoglienza e asilo nazionale e aprire canali legali di immigrazione”. Così il ministro degli Esteri e commissario straordinario Ue Federica Mogherini ha riassunto le priorità delle istituzioni nazionali e dell’ Unione europea nel gestire i flussi migratori, nel suo intervento in occasione della cerimonia di commemorazione della strage del 3 ottobre 2013, quando un’ imbarcazione che trasportava migranti affondò a poche miglia dal porto di Lampedusa, causando la morte di 368 persone. Mogherini ha affermato che “servono politiche di lungo periodo per i diritti umani, la prevenzione di conflitti, la cooperazione allo sviluppo e l’ accesso alle risorse”, serve l’ impegno a “prendere oggi decisioni, o chi tra 10 o 20 anni avrà responsabilità istituzionali si ritroverà con gli stessi problemi”. Necessario, secondo Mogherini, anche lavorare con i principali Paesi di transito degli immigrati, in primo luogo la Libia a cui, ha spiegato “chiederemo la firma della convenzione di Ginevra e la possibilità che l’ Unhcr lavori in Libia”.
COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE Alla commemorazione della strage di Lampedusa era presente anche la presidente della Camera Laura Boldrini che ha ricordato il lavoro del Parlamento “per la riduzione della detenzione nei Cie da 18 a 3 mesi” e affinché “il 3 ottobre sia il giorno della memoria degli immigrati”. A Lampedusa non sono mancate le contestazioni. Durante il dibattito un abitante dell’ isola ha urlato “nazista” al presidente dell’ Europarlamento Martin Schulz mentre una quarantina di persone si è riunita di fronte all’ ingresso dell’ aeroporto di Lampedusa per manifestare contro le politiche dell’ Ue. Lo stesso Schulz ha sottolineato che “l’ Italia fa moltissimo per aiutare gli immigrati, l’ Europa invece fa molto poco” e che è necessario “combattere le cause che provocano le immigrazioni e per farlo servono soldi ed è necessaria una migliore ripartizione dei profughi”. (3 ott – PO / Clr)