“Coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo”. Questo deve essere l’obiettivo di tutti i vescovi e rappresentanti della Chiesa secondo Papa Francesco che proprio oggi con la messa a San Pietro ha aperto la terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, quest’anno incentrata sul tema delle “sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.
IL MONITO DI BERGOGLIO AI VESCOVI – “Anche noi, nel Sinodo dei Vescovi – ha detto il pontefice -, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente”: lo scopo è “prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità” ha ricordato Bergoglio che ha messo in guardia i padri sinodali – in tutto 230 tra cardinali, patriarchi, arcivescovi, vescovi e sacerdoti – dalla “tentazione della cupidigia” che “è sempre presente”. “Noi siamo tutti peccatori – ha aggiunto il papa – e anche per noi ci può essere la tentazione di ‘impadronirci’ della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l’ipocrisia di alcuni suoi servitori”. Secondo Bergoglio, “per coltivare e custodire bene la vigna, bisogna che i nostri cuori e le nostre menti siano custoditi in Gesù Cristo dalla ‘pace di Dio che supera ogni intelligenza’”, solo così, ha detto il papa, “i nostri pensieri e i nostri progetti saranno conformi al sogno di Dio”. (Cle – 5 ott)