Roma, 15 ott – Kobane sta per cadere, Erbil non è al sicuro, nella zona di Khazer si combatte. E, notizia di giornata, “a nord di Bagdad centomila persone sono prese in una sacca a causa di una nuova azione di Isis”. La situazione nel nord dell’Iraq, in particolare nella parte curda, è critica e secondo l’ex ministro della Difesa Mario Mauro “è vitale che il Parlamento abbia una più acuta consapevolezza di quello che sta accadendo in quello scenario, una cinica e crudele partita a scacchi giocata sulla pelle di centinaia di persone, e per arrivare a dare un giudizio più realistico su una situazione che non ha precedenti perché l’instabilità rischia di creare conseguenze per diversi anni”. Dalla missione in Kurdistan, intrapresa insieme al collega Paolo Romani, Mauro ha dedotto che “i curdi chiedono che si aiuti i sunniti a superare la connivenza con Isis”, una connivenza “sorta soprattutto per gli errori del premier Maliki, per lo scioglimento dell’esercito baathista dopo caduta di Saddam, che ha portato tantissima disoccupazione”. Pur riconoscendo che “Renzi è stato uno sei pochissimi capi di governo che si è recato nell’area” e che “come diplomazia abbiamo una rappresentanza non comune in Iraq”, Mauro trova che vi sia ancora poca informazione su quanto accade nel Kurdistan iracheno e “vogliamo mettere a disposizione le nostre informazioni al Parlamento e al governo”. Quindi un’accusa diretta alla Turchia, “un Paese che è nella Nato ma sta aspettando la caduta di Kobane, non se ne sta occupando”.
(Sis)