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QUANTO POSSONO PESARE
GLI ISCRITTI AL PARTITO

it@withub.it by it@withub.it
15 Ottobre 2014
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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Il 14 ottobre del 1806 la grande armata di Napoleone sconfisse i prussiani a Jena. E il 14 ottobre del 1964 Martin Luther King vinse il Nobel per la pace.  Dunque per ora sembra  improbabile che il 14 di ottobre possa  passare alla storia per la nascita – 7 anni fa – del Partito democratico.  Ciò non toglie che ieri i dirigenti della sinistra si siano scambiati gli auguri, in qualche caso anche ruvidi. Per esempio, Bersani i suoi li ha inviati a un partito che auspica unito, plurale e “senza padroni”.
Intervistato da Concetto Vecchio per Repubblica, Achille Occhetto – ultimo segretario del Pci –  dice di essere così deluso dalle piega che hanno preso le cose da non seguire più la politica, che ai suoi tempi era anche progetto mentre oggi è solo un tirare a campare.  
Quando Occhetto, 25 anni fa, decise di cambiare nome al partito comunista italiano, dovette spiegare la sua decisione a 1 milione e 450 mila iscritti. Oggi gli iscritti al Pd oscillano tra i 100 mila censiti recentemente da Repubblica e i 300 mila che il vicesegretario Guerini ha indicato come obiettivo per fine anno.
C’è un gran dibattito per stabilire se siano molti, pochi o quelli che è normale che siano considerato il declino dei grandi partiti di massa. 
E d’altra parte – come osserva il politologo Paolo Pombeni  sul sito mentepolitica.it – perché mai dovrebbe essere attraente un partito che ha impallinato i propri candidati nelle  elezioni per il Quirinale e sta facendo lo stesso con i candidati alla Corte Costituzionale? 
Eppure gli iscritti ai partiti non necessariamente sono un residuo del passato. 
Un anno fa si votò in Germania ma dalle urne non uscì un vincitore. L’unica strada praticabile sembrò subito quella della grande coalizione, che però non si sarebbe mai potuta fare senza il via libera degli iscritti alla Spd. Furono dunque interpellati questi ultimi che erano e sono 470 mila.
256.143 di loro, il 76%, dissero sì all’alleanza con la Merkel, e dunque alla fine decisero il futuro del  loro paese, cosa che non avevano saputo fare i  44 milioni di tedeschi che si erano recati ai seggi. (15 ott)

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