Dai dati relativi alla gestione separata Inps del 2013 per collaboratori e professionisti emerge il crollo degli occupati tra i parasubordinati: meno 166.867 in 12 mesi (-11,7%). I collaboratori a progetto diminuiscono di 322.101 unità dal 2007 al 2013, e nel solo 2012 passano da 647.691 a 502.834, con una flessione di ben 145 mila unità. “Si tratta di un fenomeno a cui, oltre la crisi, ha contribuito anche la riforma Fornero, la quale imponeva, nel tentativo di aumentare il costo di questi contratti e ‘favorire’ lo spostamento verso il lavoro dipendente, l’introduzione per i collaboratori dei minimi tabellari dei dipendenti – si legge in una nota congiunta di Alta Partecipazione e Osservatorio dei Lavori che hanno promosso l’analisi dei dati Inps -. Sin della primavera 2012, prima dell’approvazione della Legge, avevamo segnalato il rischio di perdere oltre 130.000 posti di collaborazione a progetto, senza recupero nel lavoro dipendente, né a termine né a tempo indeterminato (che si è ridotto nei cinque anni della crisi di 1 milione 380 mila), ma semmai con uscita verso il lavoro nero, le false partite Iva o la disoccupazione”.
LA PENALIZZAZIONE DEI GIOVANI PARASUBORDINATI – “È particolarmente evidente – prosegue l’ analisi – la penalizzazione dei giovani parasubordinati che tra il 2007 e il 2013 sono diminuiti di 230 mila unità registrando un calo del 59% tra gli under 25 e del 43% nella fascia tra 25 e 29 anni. Occorre sfatare, però, lo stereotipo che il lavoro parasubordinato sia un fenomeno solo giovanile e perciò transitorio. Se si osserva la composizione per fascia d’ età, emerge che su 1.259 mila lavoratori 607.198 hanno tra i 30 e i 49 anni (pari al 48% del totale) e il 33% ha superati i 50 anni. Quindi il lavoro parasubordinato riguarda in prevalenza lavoratrici e lavoratori adulti e con famiglia”. Le donne sono prevalenti nella fascia under 39 (280 mila pari al 55%) e scompaiono rapidamente dopo poiché, complici le minori protezioni sociali e contrattuali dei collaboratori, si accentua il fenomeno (riscontrabile nel lavoro dipendente e nelle professioni) per cui le donne lasciano il lavoro in concomitanza con la nascita dei figli. (PO / Red – 29 ott)