(7 nov) E’ il fossile di un rettile vivente 248 milioni di anni la prima prova paleontologica del passaggio alla vita acquatica degli ittiosauri. L’animale, dal muso corto e dal polso flessibile, è stato chiamato Cartorhynchus lenticarpus. Questa scoperta ha anche un tocco italiano. Lo studio – che attesta il passaggio relativamente breve per i tempi geologici dalla terra all’acqua dei rettili marini, pubblicato su Nature – è stato realizzato, infatti, da un gruppo internazionale di cui fanno parte: Da-Yong Jiang, della Peking University, Ryosuke Motani (senior author) dell’Università della California e Andrea Tintori, dell’Università degli Studi di Milano. “Che i rettili marini siano derivati da forme terrestri era già assodato – spiega Tintori – gli ittiosauri furono i primi rettili a ritornare ad una vita del tutto acquatica dopo la definitiva conquista della terraferma durante il Carbonifero. Mancavano tuttavia le prove paleontologiche di questo passaggio, che il record paleontologico ci dice essere avvenuto molto rapidamente (relativamente ai tempi geologici): in non più di un milione di anni”. Le ricerche paleontologiche portate avanti negli ultimi anni in Cina dal gruppo di scienziati guidato dal Da-Yong Jiang della Peking University, hanno condotto a una serie di importanti scoperte che riguardano i rettili marini ma anche l’evoluzione dei pesci. Ryosuke Motani, dell’Università della California, è il massimo specialista degli ittiosauri, ovvero i rettili marini fossili che assomigliano agli attuali delfini. Tintori da anni partecipa agli scavi nella cava di Majiashan, nei pressi di Chaohu (provincia di Anhui, in Cina), che hanno portato alla luce un centinaio di rettili marini, tra cui quello oggetto di questo studio, oltre a molti pesci e invertebrati. (red)