Anche Papa Bergoglio ha annunciato una radicale riforma della giustizia. E anche lui punta ad accorciare i tempi e ridurre i costi.
Bergoglio ha detto che i tribunali ecclesiastici dovranno snellire le procedure nella cause di nullità matrimoniale, perché la gente non può aspettare per anni una sentenza. E ha aggiunto che i processi dovranno essere gratuiti, anche per evitare gli scandali avvenuti in passato con la compravendita delle sentenze.
Papa Francesco parlava ai futuri giudici del Tribunale della Rota romana, detto anche Sacra Rota, che è il terzo grado del giudizio ecclesiastico. Le parole sulla gratuità dei processi hanno destato qualche comprensibile apprensione tra gli avvocati rotali, che per la verità sono pochissimi – circa 250 in tutto il mondo – ed esercitano dopo aver superato una selezione molto dura. Prima del 2010, un processo di annullamento poteva costare fino a 30 mila euro. Poi la Cei ha calmierato i prezzi, che tuttavia in molti casi superano ancora quell’importo non a causa degli onorari ma per le spese vive, in particolare quelle per la raccolta delle prove.
E le prove sono decisive in processi in cui ci si accusa o autoaccusa di impotenza o infedeltà, simulazione o ignoranza, errore o dolo o addirittura di aver perso – citiamo – “il dominio congiunto e armonico delle facoltà sensitive, appetitive, intellettive e volitive”, tutti motivi di nullità del matrimonio.
Il quale sarà nullo anche per lo Stato italiano, cancellando dunque l’eventuale assegno di mantenimento e gli eventuali diritti ereditari a favore del coniuge separato, che in genere è anche quello più debole.
Questo effetto della sentenza ecclesiastica è stato però messo in dubbio nel luglio scorso dalla Cassazione, la quale ha stabilito che l’annullamento delle nozze deciso dalla Sacra Rota non avrà più effetti civili se i coniugi erano sposati da oltre 3 anni. Di nuovo la magistratura è intervenuta là dove avrebbe dovuto intervenire da tempo il Parlamento. (7 nov)