Roma, 12 nov –“Noi abbiamo puntato sulla Russia, dove nonostante la frenata dell’economia c’è ancora una forte richiesta per il ‘made in Italy’, sulla Cina, dove abbiamo oltre 40 negozi sugli oltre 150 monomarca nel mondo, e sul Middle East”. “Lo afferma Tomaso Trussardi, erede della casa del levriero, in una intervista al Quotidiano nazionale nella quale sottolinea: “Abbiamo due poli produttivi in Italia, a Firenze e a Modena, e poi, come tutti, andiamo a cercare qualità e convenienza in giro per il mondo. Le tele dei jeans, di cui rilanceremo la linea nei prossimi giorni, in Turchia piuttosto che il nylon in Cina dove ci sono aziende con 4mila dipendenti che lavorano per le griffe. In Italia, oltre alle tasse, alla burocrazia, alla complessità del mercato del lavoro, e parlo della semplice assunzione di un cocopro, sono venute meno anche le competenze. Per questo sarebbe ora che Renzi pensasse a realizzare piani industriali per i settori che tirano, e vedrà che anche la moda tornerà a casa. Perché un’azienda non può fallire per creare posti di lavoro in Italia”.
(red)