(14 nov) Italiani, brava gente. Questa l’idea con cui, nel dopoguerra, l’intera società italiana si autoassolse dalle proprie colpe. Ma le cose erano andate diversamente. Le truppe italiane e le milizie fasciste operarono, soprattutto in Africa e nei Balcani, deportazioni e stragi, paurosi eccidi e indicibili atti di violenza e di razzismo. Costruirono campi di concentramento, dove rinchiusero vecchi, donne e bambini. Molti di loro vi trovarono la morte. Quei morti ancora oggi reclamano una giustizia che non è mai venuta. Perché nessuna Norimberga italiana è stata mai celebrata. E’ quanto racconta lo scrittore lucano Michele Strazza nel libro “Le colpe nascoste. I crimini di guerra italiani in Africa” (edito da Edizioni Saecula per la collana “Il tempo nel tempo” nel 2013). Il libro è stato recentemente acquisito dalle biblioteche delle università americane Columbia University di New York e Stanford University della California. Precedentemente – come fa sapere la Regione Basilicata – insieme ad altri testi dello stesso autore, anche la British Library di Londra, la famosa biblioteca nazionale del Regno Unito, aveva richiesto l’opera. L’autore ha pubblicato numerose ricerche di storia contemporanea, ricevendo vari riconoscimenti tra cui il premio internazionale Ucsa per la saggistica storica. (red)