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UN AUTUNNO TROPPO CALDO
E LA NATURA VA IN TILT

it@withub.it by it@withub.it
22 Novembre 2014
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Il caldo weekend cade nel pieno di un autunno bollente con la colonnina di mercurio che in Italia è stata superiore di 2,9 gradi alla media della temperature minime a novembre. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade del mese dopo che anche lo scorso ottobre è stato particolarmente caldo con temperature minime superiori di 2,8 gradi alla media lungo tutto lo Stivale. Una tendenza al surriscaldamento che è confermata a livello mondiale con il 2014 che si classifica fino ad ora come l’anno piu’ caldo di sempre con la temperatura media registrata sulla superficie della terra e degli oceani nei primi dieci mesi dell’anno che è stata la piu’ elevata di sempre, addirittura superiore di 0,68 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo, secondo l’analisi Coldiretti sulla base dei dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) che raccoglie dati dal 1880 ed ha evidenziato una escalation di primati negli ultimi anni che conferma la tendenza al surriscaldamento che è causa dell’innalzamento dei mari come il Mediterraneo evidenziato dalla banca dati sviluppata dall’universita’ spagnola di Cantabria o dell’Adriatico che minaccia Venezia..In Italia le temperature minime a novembre hanno fatto registrare una anomalia di ben 3,4 gradi al nord e di 2 gradi al centro e al sud e gli effetti si fanno sentire sulle persone ma in generale sulla natura con le piante che a causa del caldo – spiega la Coldiretti – non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione mantenendo ancora le foglie e dunque sono piu’ fragili come dimostra il ripetersi di drammatici episodi. A preoccupare è ora l’ arrivo brusco del freddo che troverebbe le coltivazioni impreparate.. D’altra parte – continua la Coldiretti – anche gli insetti prolificano come dimostra la presenza insolita delle mosche in gran quantità e con il caldo i parassiti rimangono attivi e attaccano piu’ facilmente le colture mentre anche il letargo degli animali è ritardato dalle temperature insolite. A livello globale considerando un intero anno di 12 mesi, il 2010 – continua la Coldiretti – è stato il piu’ caldo della storia a livello globale, seguito dal 2005 e dal 1998 mentre al quarto posto a pari merito salgono il 2013 e il 2003 e a seguire il 2002, il 2006 e il 2009 a pari merito con il 2007 ed in fondo alla top ten il 2004 e il 2012 con la stessa temperatura. Gli effetti dei cambiamenti climatici – precisa la Coldiretti – si sono manifestati anche in Italia con la più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, con vere e proprie bombe d’acqua e l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti. Non mancano effetti dal punto di vista strutturale secondo l’ analisi della Coldiretti che evidenzia come il vino italiano sia aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma si è verificato nel tempo anche un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l’olivo che è arrivato quasi a ridosso delle Alpi. Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee. Un effetto che si estende in realtà a tutti i prodotti tipici. Il riscaldamento provoca infatti anche – precisa la Coldiretti – il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – conclude la Coldiretti – mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani. (23 nov – red)

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