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“Sette donne Rom”,
una storia di inclusione

it@withub.it by it@withub.it
28 Novembre 2014
in Archivio speciali - Libri
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“SETTE DONNE ROM”, UNA STORIA DI INCLUSIONE

Mara, Elvira, Simona, Liliana, Nevresa, Doina, Andrijana. Sono i nomi delle protagoniste di “Sette donne rom” (pp. 152, 13 euro), realizzato e promosso da Cambiaunavirgola – giovane marchio letterario nato nell’ambito dell’associazione di promozione sociale Spazio etico -, con il contributo di Arci Solidarietà Onlus. Introdotto da una prefazione di Moni Ovadia e arricchito dalle illustrazioni di Lorenzo Terranera – disegnatore di “Ballarò”-, il volume nasce dalla volontà di raccontare in presa diretta, attraverso testimonianze inedite e interviste, il difficile ma coraggioso percorso di inclusione intrapreso qualche anno fa dalle sette romnì. Era il 2008, infatti, quando queste donne, provenienti dai Campi romani di Candoni e di Tor de’ Cenci, accettarono di prendere parte al progetto “Or.Me.” (Orientamento Mediatori) promosso appunto dall’Arci Solidarietà Onlus per facilitare il legame tra la popolazione rom e le strutture socio-sanitarie del territorio. Per loro è iniziato così, e a dispetto di ogni pregiudizio, un viaggio che le ha viste impegnate prima in un corso di alfabetizzazione della lingua italiana e di formazione sulle tematiche sanitarie, poi in un tirocinio presso strutture pubbliche e laboratori della Croce Rossa e, infine, nella ricerca di un impiego. Di tutto questo racconta il libro, dove i profili e le voci delle sette donne – alcune rumene, altre bosniache, maggiorenni da poco o già sposate e con figli, ciascuna con il proprio carattere – si avvicendano pagina dopo pagina, raccolte da Cristina Mattiello. Metà del ricavato delle vendite del volume e dell’eBook sarà devoluta ad Arci Solidarietà Onlus e utilizzata nei percorsi di inclusione delle donne rom, l’altra sarà reinvestita dall’associazione Spazio etico nei progetti di editoria sociale di Cambiaunavirgola. (PO / Red)

“GUARDA CHE NON SONO IO”, FOTO E PAROLE RACCONTANO DE GREGORI

È disponibile in tutte le librerie e nei book store digitali “Francesco De Gregori. Guarda che non sono io” (Svpress, pp. 235, 25 euro). Il volume, a cura di Silvia Viglietti e Alessandro Arianti, racchiude, attraverso una selezione di immagini e parole, la storia musicale di Francesco De Gregori, un ritratto dell’artista e del suo modo di fare musica attraverso il racconto di viaggi, dischi, concerti, backstage, incontri. Il libro è “un racconto fotografico” (Silvia Viglietti ha raccolto interviste di vari anni per poi sottoporle all’artista che ha aggiornato e reso omogeneo il tutto, e Alessandro Arianti ha curato la sezione fotografica) che si pone subito anni luce lontano dall’idea di una biografia. Piuttosto 40 anni di storia (di vita e di lavoro), in bianco e nero o a colori, sfocati o perfettamente a fuoco, che finiscono per comporre un’unica grande visione del presente, dello stato attuale della musica di Francesco De Gregori. Oltre a un’ampia galleria di foto inedite, un approfondimento sull’artista e i suoi dischi e una raccolta di appunti e manoscritti di nuove e vecchie canzoni, ad impreziosire “Francesco De Gregori. Guarda che non sono io” anche una chiacchierata di Gabriele Ferraris con Guido Guglielminetti (produttore di Francesco da quasi 25 anni) e un’intervista inedita di Francesco con Steve Della Casa in cui il cantautore racconta la genesi di “Vivavoce”, il nuovo doppio album (pubblicato da Caravan/Sony Music) in cui l’artista rivisita con arrangiamenti inediti 28 tra i più importanti e significativi brani del suo repertorio. (Red)

 “DIO HA MOLTI NOMI”, DIALOGO TRA FEDI SECONDO JOHN HICK

I flussi migratori, principale conseguenza della globalizzazione, hanno portato a una rivoluzione religiosa senza precedenti: culture e sensibilità religiose che per secoli hanno saputo poco o nulla le une delle altre – o, peggio ancora, le hanno immaginate in maniera distorta e ostile – si trovano a convivere nelle metropoli. Cristiani, musulmani, ebrei, indù e sikh dovrebbero fare molto di più che “tollerare il diverso”. Dovrebbero considerare ogni religione un linguaggio dello stesso alfabeto, venerare una stessa divinità. Raggiungendo i limiti del relativismo, attraverso argomentazioni storiche e filosofiche di matrice kantiana, John Hick, in “Dio ha molti nomi” (Fazi, pp. 148, 17,50 euro), racconta il dogmatismo che ha coinvolto tutto l’Occidente mettendone in luce i limiti nella ricerca della verità. Il teocentrismo dell’autore, che ha attirato le critiche di papa Benedetto XVI, allora a capo del Sant’Uffizio, parte dai molti nomi di Dio che renderebbero pacifico e costruttivo il dialogo tra le fedi. (Red)

ARTIGIANATO, ECCO IL “REPERTORIO DELLE ECCELLENZE ROMANE”

Botteghe e laboratori di Roma e provincia producono ogni giorno pezzi unici, rari nella loro bellezza e qualità. Ma dove sono? Come trovarli e valorizzarli? Spesso molti di loro sono alla portata esclusiva di clienti che li conoscono da sempre, ma vengono dimenticati da tanti altri o restano sconosciuti ai turisti e agli stessi romani. Per favorire l’incontro di queste realtà e valorizzarne l’attività, Cna di Roma ha realizzato il volume “Repertorio delle eccellenze romane 2014”. Il testo raccoglie e racconta, attraverso testi e foto, la storia di 40 botteghe artigiane che sanno coniugare un’eccezionale maestria, una grande attenzione al cliente, una costante ricerca della qualità. Queste botteghe non hanno la visibilità che meriterebbero: con il volume si vogliono accendere i riflettori su maestri artigiani che sanno produrre in modo eccellente vestiti, scarpe, gioielli, borse, ma anche violini, biciclette, birra, formaggi, candele, montature per occhiali. Un incredibile campionario di pezzi unici, frutto di un paziente lavoro manuale. Il volume sarà accompagnato da un sito internet su cui sarà presentata l’attività di ciascuno di loro (già 150 le imprese artigiane presenti) in 4 lingue (italiano, francese, inglese e spagnolo). (Red)

LE LEZIONI DELLO CHEF CRACCO IN “DIRE, FARE, BRASARE”

Dopo “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” Carlo Cracco torna in libreria nel ruolo di insegnante. L’argomento delle lezioni, in “Dire, fare, brasare” (Rizzoli, pp. 287, 16,90 euro), sono tutte le tecniche di cottura in cucina, quelle principali (per esempio l’affumicatura, la cottura in forno e la frittura) e quelle complementari (tra cui la rosolatura, la tostatura e la glassatura), spiegate in modo dettagliato e accompagnate da fotografie che mostrano ogni passaggio. E per permettere ai lettori di imparare in modo graduale, lo chef mette a disposizione 60 ricette ordinate secondo il numero di tecniche utili per completarle e pensate apposta per andare incontro alle capacità di tutti, dai principianti ai cuochi più capaci. Carlo Cracco è uno dei cuochi più famosi d’Italia. Comincia a lavorare sotto la guida di Gualtiero Marchesi a Milano e di Alain Ducasse e Lucas Carton in Francia. Nel 2001 apre a Milano “Cracco Peck”, ristorante che oggi porta solo il suo nome: 2 stelle Michelin, 3 forchette Gambero Rosso, premiato come uno dei 50 migliori ristoranti al mondo dalla rivista inglese “Restaurant” che ogni anno stila l’attesissima classifica. Dal 2011 è giudice di MasterChef Italia, con Bruno Barbieri e Joe Bastianich. (Red)

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