(2 dic) Secondo il pittore francese Gustave Courbet (1819 -1877), il Realismo – corrente artistica di cui rappresentava uno dei principali esponenti – non significava necessariamente “mimetismo”, ma “tradurre i costumi, le idee, l’aspetto del proprio tempo, evidenziando la sua specifica individualità”. A questo movimento artistico è dedicata la mostra internazionale “Realisme. La symphonie des contraires”, presentata dalla Fondation Pierre Arnaud di Lens, nel Canton Vallese, dal 20 dicembre al 20 aprile. L’esposizione – organizzata con la collaborazione dell’Istituto italiano di cultura di Zurigo – comprende una sezione italiana con 7 opere tra cui spiccano “Il lavoratore” di Mario Sironi e “L’operaio ferito” di Carlo Montarsolo, appartenenti alla Collezione Farnesina del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Lo scopo della mostra è quello di mostrare l’ambivalenza fondamentale del realismo pittorico che oscilla costantemente tra idealismo e naturalismo, contestazione e reazione, modernità e malinconia. Opere di Gustave Courbet, Ernest Bieler Albert Chavaz, Rudolf Schlichter, Mario Sironi, Gustave Jeanneret o André Derain illustrano i diversi toni di questo movimento variegato e multiforme. (Roc)