I FIORI FUTURISTI DI GHERARDO FRASSA
Fino all’11 gennaio Triennale Design Museum di Milano rende omaggio a Gherardo Frassa, recentemente scomparso, e al progetto Fiori di Latta da lui ideato. In mostra una selezione di opere di Frassa a partire dai fiori futuristi del 1986 (sviluppo della Flora Meccanica Futurista disegnata nel 1930 da Oswaldo Bot ma mai realizzata) passando per le sculture da tavolo, da terra e da parete realizzate rigorosamente a mano (papaveri, rose, quadrifogli, margherite, tulipani) fino all’ultimo lavoro di Frassa, che ha chiesto ad amici designer, pittori e architetti di disegnare per la mostra uno o più oggetti a tema. Andrea Branzi, Pierluigi Cerri, Sergio Calatroni, Aldo Cibic, Edoardo Perri, Clara Rota, Giuseppe Ragazzini, Margherita Palli, m-ar (Renato J. Morganti), Cesare Rota Nodari, Angela Rui e Franca Silva hanno risposto all’appello con grande entusiasmo e ognuno, con il proprio stile, ha realizzato un piccolo gioiello d’autore esposto in Triennale. “Non è la rosa non è il tulipano” vuole restituire l’ironia e l’anticonformismo di Gherardo Frassa, un uomo che ha fatto della sua vita una lunga e riuscita avventura artistica e umana: viaggi, incursioni corsare nel mondo della moda e del design, dell’arte e dell’artigianato, eventi, mostre, istallazioni e allestimenti. Il tutto caratterizzato da una inestinguibile passione per l’inconsueto, dall’amore per il dettaglio, dalla cura spasmodica del particolare, dal gusto per i materiali. (red)
FUMETTO: A BOLOGNA OMAGGIO A MANUELE FIOR
In occasione del BilBOlbul Festival internazionale di fumetto si tiene al MAMbo, il museo d’arte moderna di Bologna, fino all’11 gennaio, La mostra “L’intervista. Storia di un fumetto” dedicata a Manuele Fior, artista di Cesena ma ormai parigino di adozione consacrato dal premio Fauve d’Or 2011 per Cinquemila chilometri al secondo. Fior è tornato al fumetto l’anno scorso con L’intervista, un racconto che unisce atmosfere fantascientifiche a una riflessione sul passaggio del tempo e sulla tenuta dei rapporti sentimentali.
IN GERMANIA IL “SENTIERO DELLA PACE” TRENTINO
Una selezione delle fotografie di Albergo Bregani – uno dei migliori fotografi della montagna – in mostra all’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo fino al 16 gennaio. La mostra “Solo il vento” del fotografo di Cortina d’Ampezzo è un progetto voluto dall’Ufficio Emigrazione realizzato in occasione del Centenario della Grande Guerra e documenta il Sentiero della Pace, un tracciato di oltre 500 chilometri dal Passo del Tonale alla Marmolada, lungo le Alpi del Trentino, su quella che fu la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale. Il sentiero è stato realizzato tra il 1986 ed il 1990 dal Consorzio Lavoro Ambiente e del Servizio Protezione della Natura e Protezione Ambientale nell’ambito di un progetto speciale per la creazione di posti di lavoro, conservazione della natura e miglioramento ambientale della Provincia Autonoma di Trento. Il Sentiero della Pace non è un qualsiasi sentiero per escursionisti o un’Alta Via: il suo scopo è di fare in modo che coloro che lo percorrono riflettano sulla guerra. (Com)
GLI ARAZZI DI PONTORMO E BRONZINO AL QUIRINALE
Dal mese di gennaio saranno radunati al Palazzo del Quirinale, dopo 150 anni, sotto il titolo de “Il Principe dei sogni”, i venti arazzi cinquecenteschi commissionati da Cosimo I de’ Medici a Pontormo e Bronzino che raffigurano la storia di Giuseppe Ebreo, alcuni dei maggiori esempi dell’artigianato e dell’arte rinascimentale in un’esposizione che, partendo dal Palazzo del Quirinale, raggiungerà l’Expo di Milano e infine Palazzo Vecchio a Firenze. A volere che queste opere, finora suddivise tra il Palazzo del Quirinale e Palazzo Vecchio di Firenze, fossero raccolte in una grande mostra, sono stati il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella. La mostra è a cura di Louis Godart, consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica. L’evento è promosso dalla Presidenza della Repubblica, dal Comune di Firenze e dal Comune di Milano in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Expo 2015 e la Fondazione Bracco. Main sponsor Gucci.
LA MADONNA ESTERHAZY DI RAFFAELLO “REGALO” DI NATALE
Il Comune di Milano rinnova anche quest’anno l’appuntamento con i capolavori d’arte per offrire alla città, durante le feste di Natale, un incontro speciale con la bellezza. Fino all’11 gennaio, infatti, nella sala Alessi a Palazzo Marino, la cinquecentesca sede del Comune di Milano, verrà ospitata la Madonna Esterházy di Raffaello, splendida opera del genio del Rinascimento proveniente dal Museo delle Belle Arti di Budapest (Szépművészeti Múzeum). Promossa dal Comune di Milano, Intesa Sanpaolo e la Rinascente, l’iniziativa è realizzata da Palazzo Reale e dal Museo delle Belle Arti di Budapest in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala, curata da Stefano Zuffi e organizzata con la collaborazione di Arthemisia Group. Il dipinto, raffinatissimo e solare, raffigura la Madonna col Bambino e san Giovannino e segna esattamente la conclusione del fondamentale periodo trascorso da Raffaello a Firenze, prima di essere chiamato a Roma da Papa Giulio II. La composizione di quest’opera si ispira in modo esplicito a Leonardo, conosciuto e attentamente studiato da Raffaello, che porta con sé la tavola nel trasferimento a Roma, luogo dove aggiunge, sullo sfondo, i ruderi del Foro Romano, dipinti con precisione topografica, a riprova di una conoscenza diretta e di una serena e convinta “immersione” nella classicità. L’esposizione sarà corredata da un catalogo edito da Skira. L’ingresso alla sala Alessi e le visite guidate alla mostra sono gratuite. I visitatori saranno ammessi alla mostra in gruppi, accolti da storici dell’arte di Civita, gestore museale delle Gallerie d’Italia, che faranno da guida al percorso espositivo. (red)