In Italia le donne godono di un buon livello di assistenza in gravidanza. Nel 2013 oltre due donne su tre si sono sottoposte alla prima visita entro il secondo mese di gestazione e quasi la totalità (94,3%) l’ha effettuata entro il terzo mese, come raccomandato dai protocolli nazionali. In particolare cresce la percentuale di donne che effettuano la visita entro la fine del primo mese (dal 23,1% nel 2000, al 34,1% nel 2013). E’ quanto emerge da un report Istat. Le donne straniere, quelle più giovani e quelle con un basso livello d’istruzione tendono ad effettuare più tardi la prima visita. Si sono sottoposte a visita medica entro il terzo mese l’88,7% delle donne straniere contro il 95,5% delle italiane, il 91,0% delle donne più giovani e il 91,5% di quelle con titolo di studio più basso. Tra le donne con titolo di studio alto, tra quelle di oltre 35 anni al momento del parto e tra le donne residenti nel Nord, la percentuale di quante hanno fatto la prima visita medica entro il terzo mese di gestazione supera il 95%. L’eccesso di medicalizzazione della gravidanza, già registrato nel 2000, si acuisce significativamente, con un aumento ulteriore del ricorso a prestazioni diagnostiche per immagini. Attualmente in Italia, il Sistema Sanitario Nazionale prevede l’esenzione per tre esami ecografici in caso di gravidanze fisiologiche, ma, nel complesso, l’80,3% delle donne ne ha fatte oltre 3, in aumento rispetto al dato già elevato del 2005 (78,5%) e del 2000 (75,3%). Aumenta soprattutto la percentuale di donne che si è sottoposta a 7 ecografie o più: dal 23,8% nel 2000 al 37,6% nel 2013. (Red – 9 dic)