“Non sono affezionato a un principio di obbedienza, in un partito sta insieme sulla base del principio di lealtà. Si può discutere di tutto ma se ci sono elementi di coscienza non siano organizzati per correnti, non siano usati per dare un segnale e mandare sotto il governo utilizzando una questione costituzionale”. Così il premier Matteo Renzi respinge, nel corso dell’assemblea nazionale del Partito democratico, le critiche interne. E spiega: “Finché sarò segretario e premier non cederò di un centimetro non rispetto alla necessità di fare le riforme, perché si devono fare, ma rispetto alla necessità di rendere il Paese più semplice e bello. Se lo facciamo insieme non sarà un sogno solitario, ma un progetto concreto”. (Red – 14 dic)
