Dice il Censis che secondo il 29% degli italiani per riuscire nella vita l’importante è avere le conoscenze giuste, mentre l’intelligenza raccoglie solo il 7% delle risposte. Potremmo fermarci qui e darci appuntamento all’anno prossimo, nella speranza che qualcosa cambi.
Ma poiché il 47% degli italiani dichiara che durante il giorno resta da solo per circa 5 ore, può darsi che – pensa e ripensa – qualcuno trovi il coraggio di uscire in mare aperto anche senza le conoscenze giuste. Il Censis moltiplica per 365 queste 5 ore di solitudine e ne ricava che in un anno viviamo 78 giorni in isolamento.
Per la verità proprio soli non siamo, visto che ci fanno compagnia 500 televisioni , oltre 1.000 emittenti radio, più di un centinaio di quotidiani on line e una miriade di testate web e blog. Il Censis stima che metà della popolazione utilizzi i social network, quota che sale all’80% tra chi ha meno di trent’anni. In cinque anni gli utenti di Facebook sono aumentati del 153%, e del 400% tra gli over 55.
Siamo dunque molto connessi, e anche molto sconnessi se è vero che nessuno fa più bambini (nel 2013 c’è stato il minimo storico) e soprattutto nessuno fa più progetti. Pensando al futuro il 29% degli italiani prova ansia perché non ha una rete di protezione, il 29% è inquieto perché ha un retroterra fragile, il 24% dice di non avere le idee chiare perché tutto è molto incerto.
C’è una sospensione delle aspettative, riassume De Rita. Avvertendo che questo è un terreno dove possono incubarsi crescenti diseguaglianze e imprevedibili tensioni sociali. (15 dic)