(22 dic) Il disgelo tra Washington e L’Avana – con tutte le possibili implicazioni economiche – non può non aprire interessanti opportunità per le nostre imprese. Anche in quest’ottica, Sace conferma il proprio sostegno alle nostre aziende che operano o intendono operare a Cuba, paese verso cui negli ultimi anni ha progressivamente ampliato la propria operatività in virtù dei segnali positivi provenienti dal contesto politico-economico. “Hanno contribuito a questa graduale apertura – spiega una nota del gruppo specializzato nell’export credit -, l’esito positivo della missione organizzata lo scorso anno per verificare le potenzialità di business e l’affidabilità di banche e aziende del Paese”, nonché “l’accordo di ristrutturazione del debito a breve termine firmato da Sace con il governo di Cuba nel 2011 sinora onorato con pagamenti regolari, mentre proseguono in sede internazionale i negoziati per la ristrutturazione del debito di medio-lungo termine”. In collaborazione con il Banco Nacional de Cuba e altre controparti bancarie locali, Sace sta valutando operazioni a sostegno di progetti nei settori della meccanica strumentale, infrastrutture e costruzioni ed energia. Settori funzionali allo sviluppo industriale e socio-economico di Cuba, in cui il Made in Italy ha molto da offrire, beneficiando peraltro della recente riforma della “Ley de Inversión Extranjera” che, oltre a offrire benefici fiscali agli investitori esteri, ha ridotto gli ostacoli all’importazione di macchinari per l’industria: comparto, quest’ultimo, che già oggi rappresenta il 33% dell’export italiano nel Paese. (Red)