MARE D’INVERNO, UN’AMICIZIA TRA DONNE
Mare d’inverno, di Grazia Verasani (Giunti, 176 pagine) è un romanzo sull’amicizia tra donne, un Grande Freddo al femminile con un’ironia “alla Almodóvar”. La voce narrante è quella di Agnese, che fa l’insegnante, con un matrimonio arrugginito e una figlia diciottenne. Poi ci sono Vera, giornalista di successo, e Carmen, attrice prestata al doppiaggio. Sono vicine ai cinquanta e sono amiche dai tempi dell’università. Adesso si ritrovano a passare insieme, in una villetta della riviera romagnola, i giorni che precedono il Capodanno. La scusa è quella di consolare Carmen che si è rifugiata lì per riflettere sulla sua ennesima sconfitta sentimentale. In quel posto
semideserto, freddo, desolato, tra alberghi chiusi e il mare d’inverno della canzone di Ruggeri, le tre donne rinsaldano la loro amicizia, con liti passeggere, ricordi che affiorano, confidenze, rimpianti, amori che non si dimenticano. Ma soprattutto ridono, o imparano a farlo, in un’età in cui la giovinezza sembra già alle spalle. Vera, pur essendosi pienamente realizzata nel lavoro, non è felice, come non lo è Carmen, che ha sempre messo l’amore al primo posto, e Agnese dovrà decidere cosa fare del proprio matrimonio. Una breve vacanza in cui conosceranno qualcosa in più di loro stesse, e avranno anche l’occasione di incontrare uomini che scontano lo stesso malinconico “fuori stagione”. E insieme, forse, troveranno la forza di andare avanti più consapevolmente, senza paura della solitudine.
“NAPOLEONE IL COMUNICATORE” IN EBOOK CON IVA 4%
Imperatore o Dittatore? Capo popolo o Grande Normalizzatore della Rivoluzione Borghese? Genio soltanto Militare o, anche e soprattutto, Statista e Visionario, Grande Profeta, Precursore dell’Idea Europea? Napoleone Bonaparte è un personaggio così poliedrico da prestarsi a queste e altre interpretazioni. Una sua caratteristica, messa in luce sapientemente da Roberto Race in “Napoleone il Comunicatore”: un volume di straordinario successo edito da Egea, che ha suscitato interesse mediatico e convegnistico in Italia e all’estero, è l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica. Una categoria concettuale che nasce proprio con lui. Napoleone il Comunicatore, da oggi, è disponibile sul sito della casa editrice dell’Università Bocconi e sulle principali piattaforme internazionali in una nuova, elegante e aggiornata edizione ebook, in occasione della riduzione dell’Iva dal 22 al 4% disposta dalla Legge di Stabilità, che ha così equiparato il regime fiscale dei prodotti digitali a quello dei volumi cartacei.
(Red)
LA PROVINCIA DI SALERNO SI TINGE DI GIALLO
Una doppia presentazione nel segno dell’intreccio. Due storie dalle mille sfaccettature, che lasciano lo spettatore-lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Lunedì 5 gennaio 2015, alle ore 19.00, il Bar Libreria Rodaviva di Cava de’ Tirreni (Sa) ospiterà la giornalista e scrittrice Piera Carlomagno, che presenterà i romanzi “Le notti della macumba” e “L’anello debole”, entrambi pubblicati da Edizioni Cento Autori. Modererà la serata Luca Badiali, con letture a cura di Brunella Caputo e Davide Curzio. Nelle due opere centrali sono le figure del commissario Ernesto Baricco, dell’avvocato salernitano Federico Brizzi e della cronista di giudiziaria de Il Mattino, Annaluce Savino. Simile è l’ambientazione, con entrambi i romanzi contestualizzati in luoghi della Campania, ed unico è il genere letterario: il giallo. “Adoro sciogliere i nodi, mi piace l’enigma, l’indagine, sono legata alla cronaca perché è il mio lavoro – afferma Piera Carlomagno – Ritengo che ogni storia alla fine sveli delle verità nascoste. La Campania, ed in particolare Napoli, si ripetono nei miei lavori editoriali perché è una terra che conosco e la città partenopea è per me eterna fonte di ispirazione”.
(PO / Red)
UNBROKEN, L’ODISSEA DELL’ITALOAMERICANO ZAMPERINI
Nel maggio del 1943, un bombardiere americano precipita nel mezzo dell’Oceano Pacifico: dell’equipaggio si salvano soltanto tre membri, uno dei quali è Louis Zamperini, figlio di immigrati italiani. Comincia così, con un minuscolo canotto alla deriva mitragliato dagli aerei giapponesi, l’incredibile storia di un eroe del Novecento: dopo aver percorso 3200 chilometri in mare, sbarcato su un’isola giapponese, per due anni passerà da un campo di prigionia all’altro, incontrando sadici aguzzini e misurandosi ogni giorno con la possibilità di essere ucciso, fino alla resa del Giappone e alla liberazione. Questa, per Zamperini, è solo l’ennesima prova di una vita avventurosa: giovanissimo delinquente di strada, aveva trovato nell’atletica leggera una via d’uscita, diventando campione di mezzofondo e partecipando con onore alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Reclutato dall’Aviazione nel 1940, prima di precipitare nel Pacifico era sopravvissuto a durissimi combattimenti alle Hawaii. Conclusa la guerra, anche il rientro in patria non è semplice: gli incubi lo tormentano, portandolo a rifugiarsi nell’alcol. È il matrimonio con una ragazza di buona famiglia, bella e intelligente, insieme alla riscoperta della fede, a riportarlo alla vita. L’incredibile storia di Louis Zamperini viene raccontata da Laura Hillenbrand come un romanzo epico, “Unbroken” (Mondadori, 464 pagine, € 19,00) un viaggio nelle possibilità estreme, fisiche e spirituali, dell’essere umano.
L’ENIGMA DI UN GENIO, LA VERA STORIA DI TURING
Roma, 2 gen – La storia vera di Alan Turing, il matematico inglese che decrittò il codice nazista: la racconta “L’enigma di un genio” di Nigel Cawthorne (192 pagine, euro 9.90). Turing ha dato il più grande contributo alla vittoria degli alleati sulla Germania nazista con la sua macchina per decrittare il famigerato Codice Enigma, il segreto sistema di crittografia con cui i nazisti comunicavano tra di loro. Ma il mondo è altresì in debito con il genio di Turing per molte delle intuizioni che hanno portato all’invenzione del computer moderno, è infatti considerato da molti il padre della scienza informatica. Figlio di un alto funzionario de l’Indian Civil Service, dato a balia a una rispettabile famiglia ritiratasi nella campagna inglese, fu chiaro fin dalla sua prima infanzia che il piccolo Alan fosse dotato di una mente prodigiosa. Imparò a leggere in appena tre settimane e la preside della scuola elementare che frequentava affermò: “Ho avuto ragazzi intelligenti e laboriosi, ma Alan ha del genio puro”. Ma la vita di Turing non fu solo ricca di riconoscimenti per il suo lavoro svolto durante la guerra: a causa della sua omosessualità (considerata ancora un reato nella Gran Bretagna dell’epoca) fu incriminato e sanzionato con la castrazione chimica. Le umiliazioni fisiche e psicologiche che dovette subire lo segnarono profondamente. Il 7 Giugno 1954, a soli quarantuno anni e nel pieno della sua vita accademica, morì mangiando una mela avvelenata con cianuro di potassio. Questa è la sua storia.