Con la guerra che infuria in ampie aree del Medio Oriente e dell’Africa oltre che in altre zone, si stima che 5,5 milioni di persone siano state costrette a lasciare le proprie case nei primi sei mesi del 2014, segnalando un ulteriore aumento delle persone in fuga. Il nuovo rapporto Mid-Year Trends 2014 dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) mostra che di questi 5,5 milioni, 1,4 milioni è fuggita attraverso i confini internazionali divenendo rifugiati, mentre il resto è sfollato all’interno dei propri Paesi (IDPs). Prendendo in considerazione l’esistente popolazione di persone in fuga, la revisione dei dati, i rimpatri volontari e i reinsediamenti, il numero di persone che sono state assistite dall’UNHCR (menzionate nel rapporto come People of Concern) si è attestato a 46,3 milioni a partire da metà 2014 – circa 3,4 milioni in più rispetto alla fine del 2013, un nuovo record. Tra i principali risultati del rapporto emerge che i siriani, per la prima volta, sono diventati la più grande popolazione di rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR (i palestinesi nel Medio Oriente sono infatti sotto il mandato dell’UNRWA), superando gli afghani, che avevano tenuto quella posizione per più di tre decenni. I rifugiati siriani, oltre 3 milioni a giugno 2014, rappresentano ora il 23% di tutti i rifugiati che sono assistiti dall’UNHCR in tutto il mondo. Nonostante siano scesi in seconda posizione, i 2,7 milioni di rifugiati afghani nel mondo rimangono la più grande popolazione di rifugiati di lunga data di cui si occupa l’UNHCR (l’Agenzia definisce una “situazione di rifugiato di lunga data”, quando sussiste da almeno cinque anni). (Red – 7 gen)