Solo in apparenza il pamphlet di Erri De Luca si occupa della Tav, che in un’intervista l’intellettuale napoletano ha invitato a sabotare guadagnandosi così un processo per istigazione a delinquere. Cosa che non era accaduta a quel leader politico che esortava a imbracciare il fucile o a quell’altro che annunciava il ricorso all’evasione fiscale di massa.
In realtà le 60 pagine intitolate “La parola contraria” (Feltrinelli, 4 euro) sono un trattato sulla natura potenzialmente eversiva, sismica, della scrittura. Sulla sorpresa che spetta a ogni lettore di fronte alle mescola improvvisa tra i suoi giorni e le pagine di un libro.
Su quel sentimento che ci fa alzare d’improvviso, lasciare ciò che stiamo leggendo, andare alla finestra, aprirla, e guardare fuori senza vedere niente, perché tutto sta succedendo dentro.
Uno scrittore al suo meglio – nota De Luca – non asseconda l’opinione prevalente, ed è per forza un istigatore. Salman Rushdie con il suo romanzo “Versetti satanici” scatenò sanguinose manifestazioni di masse islamiche. Il romanzo di Goethe “I dolori del giovane Werther” scatenò un’ondata di suicidi tra i giovani europei. Istigava Pasolini, a formarsi un’opinione in disaccordo con lui. Istigava Orwell, quando con il suo “Omaggio alla Catalogna” fece sì che il ragazzo Erri De Luca diventasse anarchico, anche se oggi l’interessato non esclude che nella sua educazione emotiva napoletana ci fosse già la predisposizione alla resistenza contro le autorità.
Se alla parola pubblica di uno scrittore seguono azioni, questo – conclude de Luca – è un risultato fuori del suo controllo.
Ma quella parola pubblica resta un dovere. De Luca cita la mobilitazione degli intellettuali contro il colpo di stato cileno del 1973 e prima ancora la rivoluzione francese. Recensendolo su Repubblica, Simonetta Fori ha buon gioco nel ricordargli che sì, la Tav è una discutibilissima opera contro la quale valgono molti argomenti, ma non siamo in guerra contro Franco né contro Pinochet, tanto meno contro Luigi XVI.
Ciò non toglie che nel caso in questione l’unico vero eccesso sembra il processo. (12 gen)