Londra – Mappature genetiche sempre più precise, per individuare dove ha origine il tumore e stabilire il rischio del singolo paziente di svilupparlo. A questo ha lavorato una rete internazionale di ricercatori, di cui fa parte Laura Papi del Dipartimento di Scienze biomediche, sperimentali e cliniche “Mario Serio” di Firenze, che ha individuato nuovi loci nel DNA associati al rischio di carcinoma ovarico. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica Nature Genetics.
“Abbiamo identificato 6 nuovi loci – cioè la sede precisa di altrettanti geni all’interno di un cromosoma – che conferiscono suscettibilità allo sviluppo del carcinoma ovarico, sia nelle forme sporadiche che in quelle familiari legate a mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2 (che predispongono al carcinoma della mammella/ovaio)” spiega Laura Papi. (9colonne)