“Questa mattina, poco dopo le 4, all’aeroporto di Ciampino ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo e penso di averlo fatto, oltre che a nome del governo, a nome dell’Italia intera”: così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha iniziato l’informativa urgente del governo sulla liberazione delle due volontarie rapite a fine luglio in Siria, che il ministro racconta come “molto provate” da “una vicenda che non dimenticheranno facilmente”. Le due ragazze sono state ascoltate oggi dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavo della Procura di Roma. Nella sua informativa, il responsabile della Farnesina si è espresso sui nodi più critici della vicenda: “Quanto al tema dei riscatti – afferma -, ho letto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento e, in qualche caso, addirittura veicolati da gruppi terroristici. E mi sorprende che a queste illazioni e queste fonti sia stato dato da taluno credito senza alcuna verifica. Io voglio qui ribadire che in tema di rapimenti l’Italia si attiene a regole e a comportamenti condivisi sul piano internazionale e che abbiamo operato in continuità con la linea seguita nel tempo dai governi che si sono succeduti: non è la linea di questo governo, è la linea dell’Italia”. “Noi siamo contrari al pagamento di riscatti” e “partecipiamo al contrasto multilaterale del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di riscatto e, nei confronti degli italiani presi in ostaggio – sottolinea Gentiloni -, la nostra priorità è in ogni modo indirizzata alla tutela della vita e dell’integrità fisica dei nostri connazionali”. “Leggo in queste ore – continua il ministro – di molti inviti alla prudenza e li condivido. Penso che la situazione li giustifichi pienamente e so che Greta Ramelli e Vanessa Marzullo saranno le prime a condividere questi inviti alla prudenza, dopo la drammatica esperienza che hanno vissuto. Vorrei dire, tuttavia, che tali inviti valgono per tutti: cooperanti e lavoratori, turisti, missionari e giornalisti. Considero inaccettabile che in questo caso qualcuno si sia spinto a dire: ‘Se la sono cercata’, magari perché si tratta di due giovani donne cooperanti”. (Red – 16 gen)