È la grande cantante e attrice tedesca Ute Lemper la protagonista della serata dal titolo “Tutto ciò che mi resta”, dedicata al miracolo della musica composta nei lager, che Rai Cultura trasmette in diretta su Rai5, ch. 23 del digitale terrestre e ch. 13 TivùSat. L’appuntamento è domani – lunedì 26 gennaio- alle 21. Il concerto, in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma, vede protagonisti anche altre star internazionali, che hanno accettato l’invito a far rivivere la musica scritta nei lager, che spazia tra tutti i generi: dalla classica al jazz, dalla klezmer al cabaret. Sul palco salgono Francesca Dego, giovanissima violinista italiana chiamata a esibirsi nei più importanti teatri del mondo; Myriam Fuks, considerata una delle massime cantanti yiddish; Roby Lakatos, violinista di origine gitana noto per le sue pirotecniche improvvisazioni. Anche il popolo rom fu oggetto delle persecuzioni naziste, e l’incontro tra musicisti ebrei e rom diede vita ad esperienze musicali uniche nel loro genere, che saranno ricreate per la prima volta sul palcoscenico. Il PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble – diretto da Tonino Battista, i solisti e il Coro di voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il virtuoso di cymbalon Marian Serban, la voce tzigana di Marian Balog, il baritono Angelo De Leonardis e il cantore Paolo Candido completano il cast musicale, che farà rinascere veri e propri capolavori di tutti i generi scampati all’atrocità dei lager.
ANDREA SATTA DEI “TÊTES DE BOIS” Porterà la sua testimonianza nel concerto anche Andrea Satta, leader del gruppo musicale “Têtes de bois”, e figlio di un deportato ad Auschwitz, che per una fatidica coincidenza si salvò dall’incendio appiccato ai dormitori da un ufficiale tedesco al momento dell’arrivo dell’esercito russo.
LA PRODUZIONE MUSICALE Nonostante la disumana condizione di vita nei lager e l’implacabile sorveglianza delle guardie, la produzione musicale nei campi di concentramento fu copiosa: la musica era infatti l’unica virtuale via di fuga dall’abbrutimento del quotidiano, ed è un miracolo che parte di quel repertorio sia sopravvissuto: una raccolta fatta di opere scritte su sacchi di juta, ritagli di stoffa, carta igienica, e su qualsiasi altro supporto di fortuna. Furono ritrovati nelle infermerie e nelle baracche dei campi e riportati alla luce grazie ai trafugamenti di guardie complici e alle trascrizioni dei prigionieri politici, oppure ricostruiti da Francesco Lotoro attraverso le memorie dei sopravvissuti. La musica è tutto ciò che ai deportati restava, e spesso tutto ciò che ci resta di loro. A raccontare e presentare la serata è chiamato Marco Baliani. La trasmissione di Rai5 sarà invece introdotta da Michele dall’Ongaro, che incontrerà anche alcuni degli artisti protagonisti nel corso dell’intervallo del concerto. (red – 25 gen)
