Roma, 2 feb – In Svizzera, una delle nazioni più vicine all’Italia olivicola, la qualità dell’olio extra vergine di oliva è ancora associata alla dolcezza. Una ricerca dell’università di Bologna – sottolinea una nota di Sol&Agrifood Highlights, il salone agroalimentare della qualità in corso a Verona – ha infatti messo in evidenza come il consumatore svizzero non apprezzi gli attributi distintivi di un olio di qualità, tra cui l’amaro e il piccante. Tali caratteristiche sensoriali, dovute a composti volatili e fenolici, non sono caratteristici di un solo territorio però sono il minimo comune denominatore dell’alta qualità.
Un campione di 140 extra vergini di eccellenza, già preselezionati da un panel esperto, è stato presentato ad appassionati di gastronomia svizzeri, metà uomini e metà donne. Solo il 19% di questi oli ha riscosso il successo e il plauso di questi consumatori. Netta la preferenza degli svizzeri per gli oli maturi, fruttati e dolci a discapito di oli amari, piccanti e fruttato verde.
I ricercatori italiani hanno concluso che i consumatori non hanno ancora familiarità con gli attributi sensoriali positivi e benefici per la salute. (red)