(5 feb) “Amo più Pompei che Parigi” diceva lo scrittore americano Herman Melville. E a Marsiglia – vista l’accesa rivalità, anche calcistica, con la capitale francese – probabilmente saranno d’accordo. Proprio alla fiorente città dell’Impero romano, fondata nel VI secolo a.C. e che una terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. distrusse completamente, è dedicata una serie di iniziative promosse dall’Istituto italiano di cultura di Marsiglia, a cura della direttrice Roberta Alberotanza. Il primo incontro, alle 18 di martedì 10 febbraio, sarà con Maria Teresa Caracciolo, storica dell’arte, ricercatrice al Centre national de la recherche scientifique, specialista della pittura europea del XVIII e XIX secolo e delle relazioni franco-italiane all’epoca della Rivoluzione e dell’Impero. La storica affronterà il tema “Pompei e l’Europa (1748-1943)”, anticipando il contenuto della mostra, che la stessa Caracciolo curerà, per il Museo archeologico di Napoli alla fine del prossimo maggio. Sarà un affascinante racconto delle vicissitudini vissute da Pompei, dopo la scoperta del sito nel 1738. Avvenimenti strettamente legati anche ai mutamenti politici che visse l’Italia, ma Pompei è stata, come l’Araba Fenice, capace di rinascere non solo dalle ceneri, ma anche dall’oblio. Sarà l’occasione per conoscere Pompei: la grande città che gli archeologi piano piano hanno riportato alla luce, ma anche la città dell’immaginario, quella idealizzata e sognata da pittori, scrittori e musicisti. Alle 19.30 seguirà l’inaugurazione della mostra “L’immaginario negato della Villa Vettii a Pompei”, curata dall’archeologa Laura Del Verme, ispettore onorario per i Beni Archeologici, che sarà presente all’inaugurazione, e dall’archeologa Marcella Cozzolino. (Red)