“Con le norme del 1971 il governo dipendeva dalla maggioranza e anche dall’opposizione. Con quelle del 1981 diventa dipendente dalla sola maggioranza. Posso aggiungere, fuori campo, una considerazione? Adesso siamo pervenuti alla condizione contraria: alla dipendenza del Parlamento nei confronti del Governo, della maggioranza nei confronti del Governo, ma questo è un argomento che non ha a che vedere con il decennio degli anni ottanta”: sono riflessioni dell’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un articolo sulle modifiche dei regolamenti parlamentari avvenute negli anni ’80 che Mattarella ha redatto all’interno del volume “Regolamenti parlamentari e forma di governo: gli ultimi quarant’anni” (Giuffrè Editore, 2013). Una lucida analisi sui nuovi regolamenti parlamentari degli anni ’80 alla luce di 4 novità: fine della “solidarietà nazionale”, fenomeno dell’ostruzionismo, il nuovo ruolo del Psi di Craxi, la necessità di assicurare maggiore governabilità. Nell’articolo – ripubblicato online da Giuffrè Editore sul portale giuffre.it – si evidenzia come attraverso l’analisi dell’evoluzione dei regolamenti parlamentari si possa interpretare l’evoluzione dei rapporti tra Governo e Parlamento, e tra Governo e maggioranza e opposizione. “Un terzo effetto – aggiunge Mattarella – è rappresentato dalla modifica introdotta dalla forte limitazione dell’uso del voto segreto: in linea di principio, a seguito della modifica, si è modificato il rapporto tra parlamentari ed elettori; verosimilmente, sul piano di fatto, il rapporto tra parlamentari e Governo. Credo che, con la normalità del voto palese, sia mutato molto meno di quanto temuto il rapporto tra parlamentari e partiti di appartenenza, nel senso che, negli anni immediatamente successivi alla modifica delle modalità di voto, non si è registrata una dipendenza così forte come taluni parlamentari temevano. Certo, oggi, la dipendenza dei parlamentari eletti, con liste bloccate è assoluta rispetto ai partiti di appartenenza, ma anche questo aspetto esula dall’esame del decennio degli anni ottanta”. “Vorrei aggiungere, come ultima considerazione – continua l’attuale capo dello Stato nell’articolo -, che le modifiche del decennio anni ottanta hanno, in fondo, pur senza che si prevedesse, posto il sistema in grado di reggere l’impatto con la modifica del sistema elettorale che ha introdotto il maggioritario” aggiunge Mattarella, parlando della riforma di cui è stato estensore e relatore nel 1993. “Certo – sottolinea – sarebbero state estremamente necessarie anche altre modifiche, ulteriori adeguamenti per rendere coerente il funzionamento del sistema delle istituzioni al sistema elettorale maggioritario. Ma questo era compito degli anni novanta e non degli anni ottanta”. Il professor Fulco Lanchester, professore di Diritto costituzionale all’Università La Sapienza Roma – curatore del seminario da cui è stato tratto il libro – precisa: “Dalla lucida analisi di Sergio Mattarella sulle trasformazioni dei regolamenti parlamentari degli anni ’80 emerge chiaro l’intreccio tra momento di motivazione politica generale ed elementi operativi delle modifiche stesse. Confidiamo che, nel suo ruolo di ‘arbiter’ come Presidente della Repubblica, saprà applicare, al meglio, la stessa lucida capacità di analisi di fronte a un sistema politico imballato, che è passato dal ‘bipartitismo imperfetto’ al ‘bipolarismo imperfetto’ e, oggi, ad una sorta di ‘bipersonalismo imperfetto’. E che questo avvenga per il bene del Paese”. (Red – 9 feb)