Grande è il disordine sotto il cielo della destra. Forza Italia rischia di implodere, la Lega è spaccata, come il nuovo centrodestra. Per ricucire gli strappi non c’è molto tempo, visto che a metà maggio votano 7 regioni e mille comuni e solo se unita la destra può tornare competitiva. Ieri Marcello Veneziani, uno degli intellettuali più apprezzati di quell’area, in un intervento pubblicato dal Corriere della sera e non dal Giornale, di cui è editorialista, dichiarando il proprio disagio davanti a quella che definisce la lunga, indecorosa agonia del centro-destra in Italia suggerisce a Berlusconi di abdicare. Straordinario impresario in campagna elettorale, gran seduttore di consensi, meno efficace come uomo di Stato e leader di governo, Berlusconi – scrive Veneziani – è stato la causa principale della nascita e del successo del centrodestra in Italia ma oggi è il principale ostacolo alla sua rifondazione.
Berlusconi divide anche la Lega. Flavio Tosi, il sindaco di Verona impegnato a ritagliarsi un ruolo nazionale, definisce «imbarazzante» il riavvicinamento di Salvini a Forza Italia e si prepara a dar battaglia in Veneto, dove potrebbe addirittura candidarsi contro il suo compagno di partito Zaia. Sarà decisivo l’appuntamento dell’8 marzo, quando il consiglio federale della Lega potrebbe togliere alle segreterie regionali il potere di decidere alleanze e composizione delle liste.
Quanto al Nuovo Centrodestra di Alfano, ci sono stati l’abbandono dell’ex portavoce Barbara Saltamartini e le dimissioni di Maurizio Sacconi da capogruppo al Senato. Ma pare che siano una ventina i senatori in sofferenza.
Guarda anche a loro Raffaele Fitto, che il 21 febbraio in un teatro di Roma lancerà la sua sfida al cerchio magico berlusconiano e al renzismo di Verdini. A destra, di questi tempi, non ci si annoia. (13 feb)