Con la vittoria de Il Volo si chiude la 65esima edizione del Festival di Sanremo. Un Sanremo che verrà ricordato per il boom di ascolti, per le vallette-cantanti Arisa ed Emma, per la bellezza di Rocio Munoz Morales, la gaffe di Alessandro Siani (e in generale il debole contributo dei comici fatta eccezione per Virginia Raffaele e i Boiler) la piacevole irriverenza di Rocco Tanica, la “Felicità” di Al Bano e Romina, le ospitate importanti (da Will Smith a Conchita Wurst passando per gli Spandau Ballet e Charlize Theron), la famiglia Anania e, ovviamente, per il suo conduttore: Carlo Conti. Preciso come Mike, più sintetico di Baudo, meno accomodante di Fazio, con i tempi giusti alla Bonolis il conduttore toscano ha superato brillantemente la prova Sanremo – tanto temuta quanto desiderata – da chi fa tv. Chi si aspettava un ibrido tra “Tale quale show” e “I migliori anni” sbagliava. Il festival di Conti ha dimostrato personalità e ritmo anche se è stato definito “della restaurazione”. C’è stata la gara, c’è stata l’eliminazione, c’è stata pure qualche piccola polemica e l’imprevisto della diretta (la classifica che non arrivava e un Nek posizionato per errore al nono posto). Tutti ingredienti, insomma, che fanno di un programma un successo. Giorgio Panariello – ospite dell’ultima serata del festival – visto il successo di ascolti realizzato dall’amico toscano (“le prime quattro puntate del Festival sono state quelle con gli ascolti più alti negli ultimi dieci anni” ha ricordato sabato mattina il presidente di Rai1 Giancarlo Leone) ha ironicamente proposto di cambiare il nome della kermesse canora: “Sancarlo al posto di Sanremo, se lo merita no?”. Ma se il suggerimento del comico è poco realizzabile, molto più probabile è che Conti torni a condurre il festival anche il prossimo anno. In conferenza stampa non conferma né smentisce ma la frase “sarebbe meglio avere meno ospiti e più cantanti” lascia immaginare un bis.
LA SERATA “Non è stato il festival dei record ma il festival della musica” ha detto il conduttore mangia-ascolti aprendo l’ultima serata del festival. E a proposito di musica, lo slogan scelto per questa edizione è stato “Tutti cantano Sanremo” (anche se sarebbe più corretto dire “Tutti guardano Sanremo” visto il boom di ascolti) . Tra qualche giorno forse ci troveremo a canticchiare “Che giorno è” di Marco Masini (il suo “smettila di smettere” è facilmente memorizzabile) o magari ”Adesso qui” di Malika Ayane (difficile non ricordare i “silenzi per cena”), oppure, ancora, “Fatti avanti amore” di Nek, il pezzo che finora è risultato il più cliccato su youtube e il più apprezzato dalle radio. L’ultima serata del festival della canzone italiana ha preso il via con una premiazione. Sul palco è tornato il giovane rapper romano Kaligola: il brano “Oltre il giardino” – che ha presentato al 65esimo Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte – ha vinto, infatti, il premio “Sergio Bardotti” per il Miglior testo (sezione Nuove Proposte). La serata ha visto poi protagonista Gianna Nannini che ha cantato “Immensità” e “Sei nell’anima”. Sull’Ariston è poi arrivato Giorgio Panariello che ha vestito i panni di Renato Zero e non solo: ha parlato di politica, dei sette vizi capitali e dei vizi dei giorni nostri. “Oggi nessuno ha più paura di peccare perché non esiste più la certezza della pena: tutti assolti, l’unico in galera è Corona”. A proposito delle virtù invece, Panariello ha detto che “virtù speranza e giustizia” sono le cose che “fanno grande un Paese”. Il palco dell’Ariston ha poi ospitato Ed Sheeran che ha presentato prima “Sing” e poi la romanticisima “Thinking out loud”. Ultimi ospiti in ordine di apparizione Will Smith e Margot Robbie. L’attore ha ricordato “il suo magico rapporto con l’Italia” e “con la musica, specie il rap”. Infine, Enrico Ruggeri che ha presentato il brano “I tre signori” (omaggio a Gaber, Jannacci e Faletti) e ricordato la partita del cuore il 2 giugno a Torino.
(Gil – 15 feb)