Nel 2013 si conferma il calo degli omicidi volontari, sia consumati sia tentati. Nel confronto europeo, riferito al 2012, il nostro Paese, con 0,9 omicidi volontari per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media dell’Ue28 (1,0). Prosegue il calo del numero di omicidi degli uomini, il tasso su 100 mila maschi passa da 4,4 nel 1992 a 1,1 nel 2013; rimane invece costante il numero di omicidi di donne, intorno allo 0,5 per 100 mila femmine. L’omicida delle donne è nel 42,5% dei casi il partner o l’ex partner. Rispetto ai paesi europei per i quali sono disponibili i dati, l’Italia ha una posizione intermedia in entrambe le tipologie di omicidi. È la fotografia scattata dall’Istat nel rapporto “Noi Italia”. Le rapine denunciate alle autorità nel 2013 sono quasi 44 mila (72,6 ogni 100 mila abitanti), in aumento rispetto al 2012 del 2,6%. Il valore massimo si registra in Campania, 173,3 rapine ogni 100 mila abitanti. In Europa l’Italia è appena sopra la media, preceduta tra gli altri da Regno Unito, Francia e Spagna (anno 2012). Sono oltre un milione e mezzo i furti denunciati nel corso del 2013, pari a 2.581,2 eventi per 100 mila abitanti. Tra il 2012 e il 2013 continua la crescita di questo delitto (+2,2% calcolato sui valori assoluti), che è di gran lunga il più comune: nel 2013 costituisce infatti il 53,8% del totale dei delitti. In ambito europeo, l’Italia si attesta sopra la media Ue28 per furti denunciati, preceduta da Grecia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi e Irlanda (anno 2012).
Nel 2012 l’azione penale è iniziata per 1.006 persone ogni 100 mila abitanti, mentre l’archiviazione ha interessato 1.070 persone. Le imputazioni sono state principalmente per furto e lesioni volontarie personali. Nel corso del 2012 sono state condannate 231.999 persone, il 3% in meno del 2011. Il furto si conferma il reato più frequente, in ulteriore aumento rispetto al 2011: da 50,6 a 51,9 condannati ogni 100 mila abitanti. Nel 2014 scende al 30% la quota di famiglie italiane che percepiscono un elevato rischio di criminalità nella zona in cui vivono, riprendendo il trend decrescente avviatosi dopo il picco del 2008. Alla fine del 2013 i detenuti nelle carceri italiane sono 62.536, il 4,8% in meno rispetto al 2012. Nel corso del 2014 si delinea un’ulteriore decisa diminuzione dei detenuti presenti (-17,5 % nei primi dieci mesi). Nell’ambito dell’Unione europea, l’Italia è al di sotto della media dei 28 paesi, con un valore più elevato rispetto alla Germania e più basso di quelli registrati in Spagna e Francia (anno 2012). (19 feb- Red)