“Amo da sempre la canzone jazzata e swingata, ho sempre trovato in questo genere musicale qualcosa di diverso che ha fatto scattare in me la scintilla”. Lo ha dichiarato Pierluigi Siciliani, in arte Piji, cantautore di stampo pop/jazz, già apprezzato da Vasco Rossi per la sua cover di “C’è chi dice no” in chiave electroswing. Dopo aver suonato a Umbria Jazz, Premio Tenco, Blue Note Milano, Verona Jazz, Pescara Jazz, Villa Celimontana Jazz Festival, Casa del Jazz Piji ha collaborato con artisti come Simona Molinari, Gianmaria Testa e Sergio Caputo. Numerosi sono i progetti paralleli che lo vedono impegnato: oltre alla conduzione del programma Rodeo per Radio città futura, Piji è il curatore della rassegna “Torbellamusica”, in scena tutti i giovedì al Teatro Tor Bella Monaca. Altra rassegna che lo vede impegnato in qualità di direttore artistico è “Testaccio Swing Friday” che dal 13 febbraio si svolge tutti i venerdì alla Moderna di Testaccio. “Considero – ha dichiarato Piji – le mie ultime esperienze in qualità di direttore artistico fondamentali perché ti aprono la mente. Per un cantautore è strano trovarsi dall’altra parte ma permette di capire quali sono i problemi che ci sono dietro l’ideazione e la realizzazione di un evento”. In merito alla rassegna “Testaccio Swing Friday” il cantautore ne ha parlato come di “una sorta di stati generali dello swing romano”. “Abbiamo iniziato – ha spiegato – portando in scena ‘l’Ambasciata dello Swing’, il nuovo progetto che ha visto protagonista il sassofonista e pianista Giorgio Cùscito. Tra i prossimi appuntamenti c’è sicuramente un omaggio a Carosone che credo rappresenti quella generazione di ‘canzonettari’ che hanno fatto da ponte tra pop, swing e jazz”.
IL VIDEOCLIP Proprio all’interno di questa rassegna, il 27 febbraio prossimo, Piji sarà protagonista nei panni del cantautore presentando il videoclip del singolo “Cervello in fuga”, già ascoltato al Roma Jazz Festival, presso l’Auditorium Parco della Musica, in occasione del concerto “Piji Electroswing Project”. “Penso – ha precisato Piji – che la questione dei cervelli in fuga sia ben più grave di come se ne sia parlato finora: un conto infatti è lo scambio salutare che permette ai giovani di approfondire all’estero la loro preparazione accademica, ampliando l’esperienza lavorativa, altro discorso è invece quando questa possibilità diventa quasi un obbligo, l’unica alternativa che permette un riscontro anche dal punto di vista economico”. “La fuga – ha continuato – rappresenta un sintomo della sottovalutazione che c’è in Italia della tematica culturale: sminuendo l’importanza della scuola, dell’università e della ricerca non si pensa al futuro del nostro Paese e così di certo non si migliora. Con il singolo ‘Cervello in fuga’ mi sono divertito ironizzando su questa tematica, mettendo in evidenza la miseria culturale del nostro paese, descrivendo l’esperienza di un uomo che lascia il cervello all’estero e, tornando in Italia, scopre invece che senza cervello, qui, quasi si sta meglio”. “Sempre in relazione ai cosiddetti cervelli in fuga – ha aggiunto Piji – sarà attivata sulla mia pagina Facebook l’iniziativa ‘aiuta il cervello in fuga’ che permetterà ai likers di dispensare consigli utili sulle possibili destinazioni da suggerire ai giovani cervelli pronti a partire”. In merito alla recente parentesi sanremese Piji ha detto: “adoro il Festival di Sanremo, sia quando è bello perché lo ascolto con l’orecchio, sia quando è brutto perché mi piace coglierne la parte divertente. È una manifestazione che ha visto trionfare grandi canzoni e perle di bruttezza che in ogni caso riescono ugualmente a farmi sorridere”. Manifestando il desiderio di partecipare un giorno al festival della canzone italiana, Piji ha poi concluso affermando che “anche se spesso sul palco dell’Ariston non viene rappresentata la musica che vorrei, ritengo che Sanremo vada protetto in qualità di ultimo baluardo dei brani inediti in tv”. (20 feb – Paf)