L’accordo provvisorio tra governo greco e istituzioni internazionali (nuovo nome della Troika) è un compromesso che non consente ad alcuno dei contraenti di dichiararsi vincitore.
D’altra parte è difficile valutare il significato di un’intesa di cui non si conoscono i contenuti.
Per ora quel che sappiamo è ciò che è stato anticipato da un giornale popolare tedesco, la Bild Zeitung, noto per il gossip e le belle ragazze in copertina. Secondo queste indiscrezioni, la salvezza della Grecia si affiderebbe in sostanza a un vasto programma di contrasto del malaffare. Un miliardo e mezzo dovrebbe arrivare nelle casse dello Stato dalla la lotta al contrabbando di sigarette, e 800 milioni da quella al traffico illegale di benzina. Il governo Tsipras si attende poi 2 miliardi e mezzo dalla tassazione dei patrimoni dei greci più ricchi e altrettanti dal recupero dei debiti fiscali delle imprese.
E’ abbastanza evidente che solo la forte volontà politica di salvare l’eurozona salvando il nuovo governo greco può aver spinto la cancelliera Merkel e i suoi partner a prendere per buono un piano di così dubbia fattibilità.
Come è noto la voce “lotta all’evasione fiscale” è quella parte del bilancio di previsione che in alcuni Paesi si scrive ogni anno per far quadrare i conti dell’anno successivo, sapendo bene che poi in realtà la guerra verrà persa o non verrà combattuta affatto, e che tutto si aggiusterà una manovra correttiva.
Resta il fatto che se Tsipras vorrà partire da lì non avrà che l’imbarazzo della scelta, visto che in Grecia la quota di ricchezza in nero è percentualmente la maggiore d’Europa e metà della popolazione non paga il dovuto.
Per la verità ci sarebbe molto da fare anche in Italia dove, come ci ha raccontato ieri il Sole, ci sono per esempio 12 milioni di immobili che valgono quasi mille miliardi di euro ma sono completamente sconosciuti al Fisco. (24 feb)