Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo contro il cyberbullismo, questa volta con un marchio storico come Baci Perugina, con lo spettacolo teatrale itinerante dedicato agli studenti delle scuole “Like-Storie di vita online” nell’ambito della campagna educativa “Una Vita da Social”, alla sua seconda edizione. Il tour teatrale parte domani da Cagliari, presso l’Auditorium del Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina, e farà tappa a Milano, Perugia, Torino, Roma, Firenze, Palermo, Padova, Ravenna, Bari. Lo spettacolo prende spunto dalla vicenda del 14enne Andrea Spezzacatena, studente di liceo, che si tolse la vita a Roma il 20 novembre 2012, dopo essere stato a lungo attaccato sui social network con l’accusa di essere gay. “‘Like-Storie di vita online’ non lancia accuse e non intende processare alcuno – afferma Luca Pagliari, autore dello spettacolo – è impossibile stabilire quale peso abbiano avuto le frasi terribili rinvenute in varie chat, sulla scelta compiuta da Andrea. La nuda cronaca offre però spunto per avviare importanti considerazioni sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza. Sulle nostre responsabilità, sul senso profondo della diversità”. In occasione dello spettacolo, Baci Perugina coinvolgerà tutti gli studenti facendoli diventare interpreti di frasi che contengano un messaggio d’amore, trasformandoli in cartigli virtuali da far vivere sui social network. Tramite l’hashtag #unaparolaeunbacio da condividere sul canale Twitter Baci Perugina e sulla pagina Facebook Una vita da social, i ragazzi delle scuole potranno postare le loro frasi e condividerne contenuti. “Questa ulteriore iniziativa – dichiara Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – vuole riprodurre i comportamenti di prevaricazione e violenza operati sulla rete e non solo, per far riflettere i ragazzi su quanto sia dirompente e drammatico per chi lo subisce. Va anche detto – continua Apruzzese – che dopo gli incontri di sensibilizzazione nelle scuole sono aumentate in maniera esponenziale le segnalazioni e le denunce da parte di minori nei confronti di altri coetanei per soprusi subiti”, “300 i casi di cyberbullismo segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2014, il doppio dell’anno precedente, 30 i minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web, aver perseguitato, diffamato e molestato coetanei, usando i nuovi media”. (red – 25 feb)