A GENOVA “L’UOMO CHE RACCOGLIEVA BOTTIGLIE” DI PETRUZZELLI
Sarà in scena al Teatro Duse di Genova dal 4 all’8 marzo “L’uomo che raccoglieva bottiglie” scritto e diretto da Pino Petruzzelli che per il protagonista del suo nuovo spettacolo si è ispirato alla figura di un maestro d’ascia di Lampedusa, al quale Petruzzelli aveva dedicato anche un capitolo del suo libro “Gli ultimi”. L’attore-regista accompagna lo spettatore all’incontro con questo personaggio che coltiva la sua battaglia nel mondo, ma fuori dal coro, in difesa dei suoi monti, del suo mare e della sua Storia. E traccia così il ritratto intenso, tagliente, ironico e poetico di un baluardo di resistenza umana. Pasquale non è un perdente, né un vincente. Lui ha scelto altre regole del gioco. È un uomo per il quale vale ancora la pena di sperare e di vivere. Pasquale vive in una casa tra i monti e il mare. Una casa che egli ha costruito con le sue stesse mani, unendo al cemento il vetro delle bottiglie abbandonate dai turisti sulle spiagge. Pasquale raccoglie ciò che è rimasto. Per Pasquale raccogliere è anche ricordare. Di tanto in tanto, Pasquale ama sedersi su uno scoglio che domina il mare e perdere tempo a fissare tordi, aironi, upupe, falchi pecchiaioli, fenicotteri rosa. A pochi passi dalla sua casa fatta con le bottiglie, c’è un albero secco. Ogni giorno, Pasquale vi porta acqua e gli parla, nella certezza che tornerà a fiorire. A quell’albero il maestro d’ascia racconta. E il suo racconto si fa speranza per tutti. Dedicando lo spettacolo al regista russo Andrej Tarkovskij, Pino Petruzzelli annota: “Con Pasquale ho cercato di seguire il suo ammaestramento (‘Aspirare alla semplicità significa aspirare alla profondità nella rappresentazione della vita’). Ho voluto recuperare i lembi di una storia spezzata per provare a ricucirli e raccontare un’Italia, in apparenza sepolta, ma in verità ancora vitale. Un’Italia che ancora resiste, lavora e produce, seppur nel silenzio in cui è stata relegata dall’arroganza di massa. Pasquale è la bellezza di un mondo ancora vivo che palpita e pulsa sotto la cenere”. E, in questo modo, giunto alla sua piena maturità di narratore teatrale, Petruzzelli offre agli spettatori la possibilità di compiere un viaggio alla ricerca di se stessi e degli altri; concedendo loro, come Don Andrea Gallo scrisse a proposito di un precedente testo di Petruzzelli, anche “il privilegio di entrare nelle vite di persone umane che illuminano la coscienza addormentata”. (Cle)
“LA TORTA DI JOE” DI TULLI A ROMA
Dal 3 all’8 marzo al Teatro Lo Spazio di Roma la Compagnia Teatrale Antigone sarà in scena con lo spettacolo “La torta di Joe” scritto da Elisabetta Tulli. Una commedia brillante, diretta da Serena Mastrosimone e Giono Matrunola, con le musiche di Piero Pintucci e le liriche di Valentina Naselli. In scena Daniele Derogatis, Brunella Platania, Martina Gatto, Valentina Naselli e Elisabetta Tulli con la partecipazione di Danny Zazzini. Sei attori per una commedia ambientata in un ristorante di periferia, dove il proprietario e cuoco Joe, al secolo Giovanni, prepara una torta dall’ingrediente segreto con cui vorrebbe tanto fare fortuna. Al fianco di Joe: Sandra, cantante dal passato sconosciuto, costretta a lavorare nel ristorante per mettere da parte un po’ di soldi per riuscire prima o poi a scappare via; Vanessa, l’esuberante cameriera, che dà ordini senza mai alzare un dito; e poi Nicol, timida cameriera al limite della patologia che non ne fa mai una giusta; e ancora Assir il suo aiuto cuoco. Tra gag, battute e racconti di vita vera, il pubblico vede passare nel ristorante un anno di emozioni, di affetti, di disastri culinari fino all’arrivo della signorina Salvetti, direttrice della rivista “Buongustaio”. E chissà se assaggerà la Torta di Joe? (Cle)
LA STORIA DI TIM E JEFF BUCKLEY ALLO SPAZIO UNO DI ROMA
Tim Buckley non avrebbe potuto parlare del talento di suo figlio Jeff, perché scomparso quando il genio di “Grace” aveva solo nove anni. Francesco Meoni, nel suo “Once I was” – in scena allo Spazio Uno di Roma – prova a immaginare il monologo interiore di un padre cantautore dall’animo tormentato, una delle voci più incredibili nella storia della musica rock, e del suo rapporto mancato con l’erede, che avrebbe sconvolto in positivo il mercato musicale a metà degli anni Novanta. Tra parole e canzoni, in cui Meoni, autore, regista e protagonista, interpreta Tim e alla voce suadente di Vincenzo Marti spetta quella di Jeff, lo spettatore compie un viaggio a cavallo tra anni ’70 e ’90 alla scoperta dei demoni di due tra le figure più importanti della storia musicale. (Peg)
OMAGGIO A GARCIA MARQUEZ AL PALLADIUM
Dopo la maratona di lettura del capolavoro di Gabriel García Márquez, “Cent’anni di solitudine”, proprio nella settimana del compleanno del grande scrittore colombiano, Maria Rosaria Omaggio torna al Teatro Palladium dal 5 all’8 marzo nelle vesti di Graciela, la protagonista di “Diatriba d’amore contro un uomo seduto”, unico testo teatrale di García Márquez i cui diritti di rappresentazione in Italia sono stati concessi all’attrice. “Niente somiglia tanto all’inferno come un matrimonio felice. Solo un Dio maschio poteva regalarmi questa bella scoperta per le nostre nozze d’argento”, sono le prime parole di Graciela che, sul punto di celebrare venticinque anni di matrimonio, sciorina i suoi sentimenti. Lei, donna di un qualunque sud del mondo, è figlia di una lavandaia, ma è riuscita ad ascendere socialmente, dedicandosi agli studi, per diventare all’altezza del marito. Dopo tanti anni di matrimonio felice, torna all’etica delle sue radici, alla sua genuina umanità, reclamando un bisogno primario d’amore. Va avanti decisa, raccontando, sviscerando il travaglio di tutta una vita di sottaciuti compromessi, le delusioni di donna tradita, per gettare via il passato con accorato coraggio e con grande determinazione. E la diatriba culmina in un finale sorprendente. Lo spettacolo concerto, con musica dal vivo di Roland Ricaurte (chitarra, voce percussioni) e Alex Taborri (tastiere, charango, acordeón), è realizzato con il patrocinio dell’Istituto Italo-Latino Americano. (Cle)
A CHIASSO UNA CENA SPECIALE CON FERILLI E MICHELI
È una commedia brillante, a tratti grottesca e dai risvolti amari, quella che porteranno al Cinema Teatro di Chiasso Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli: giovedì 5 e venerdì 6 marzo alle 20.30 andrà in scena “Signori…Le paté de la maison”, un adattamento teatrale ad opera di Carlo Buccirosso e della stessa Ferilli di “Le prenom”, opera scritta da Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patelliére. Insieme all’attrice romana e a Maurizio Micheli, regista dello spettacolo, saliranno sul palco Pino Quartullo, Massimiliano Giovanetti, Claudia Federica Petrella, Liliana Oricchio Vallasciani. La commedia racconta una cena in famiglia con il marito, l’amico del cuore e i cognati nel calore delle mura domestiche, il profumo del cibo che con amorosa pazienza la padrona di casa prepara fin dal primo mattino aiutata dalla madre esperta e pignola, l’annuncio di un imminente lieto evento e il nome da scegliere per il nascituro, la voglia e il piacere di stare insieme, di dirsi tante cose non dette e forse tenute dentro per anni: cosa c’è di più bello? Le sorprese non mancano e uno scherzo innocente e goliardico può rivelare realtà inaspettate e imbarazzanti. E allora anche la più gustosa delle pietanze come il paté può cambiare sapore e diventare un vero pasticcio, anzi un “pasticciaccio”, la padrona di casa può pentirsi di aver passato tante ore ai fornelli e magari dare sfogo a rabbie e frustrazioni per troppi anni represse, ma ormai tutto è pronto: ci si può, anzi ci si deve mettere a tavola. (Cle)