(27 feb) Complesso e carico di potenziale. Lontano geograficamente e culturalmente eppure interessante e promettente. E’ il mercato cinese a cui sempre più imprese italiane strizzano l’occhio con curiosità. Proprio per scoprire le caratteristiche della Cina e il suo business l’Università di Macerata ha organizzato una due giorni di incontri e dibattiti. Le industrie creative come nuova frontiera per il business in Cina è, infatti, il tema al centro della terza Winter school “Cultura, Arte, Creatività: imprese innovative, servizi e prodotti per il mercato cinese” organizzata dal China Center e dall’Istituto Confucio dell’Università di Macerata per il 5 e 6 marzo. Si tratta di un appuntamento ormai annuale destinato a imprese e professionisti, ma anche studiosi e studenti interessati ad approfondire aspetti economici e giuridici del mondo degli affari cinese. Secondo lo studio “Io sono cultura” realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in Italia la cultura muove 214 miliardi di euro, il 15,3% della ricchezza prodotta. Le Marche sono la prima regione per occupati e seconda per valore aggiunto prodotto dal settore culturale e creativo. Anche in questo campo, dunque, non si può non guardare con interesse a un mercato come quello cinese: la classe media è in continuo crescita e stanno aumentando in modo impressionante i turisti cinesi in giro per il mondo, che da 4 milioni negli anni Novanta sono diventati 117 milioni nel 2014 e potrebbero salire a 200 milioni nel 2020. (red)