Roma, 27 feb – Quello che emerge dal dibattito in Parlamento è “la necessità di una riflessione profonda sul tema dell’immigrazione, che non riguarda solo le ultime miglia: dobbiamo lavorare e lavoriamo nei paesi di origine e di transito, mantenendo il necessario equilibrio tra accoglienza e controllo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel corso delle sue comunicazioni alla Camera. “Abbiamo storie di successo alle spalle – spiega il ministro – sia nei Balcani che nel Maghreb, in cui nel giro di pochi anni siamo passati da situazioni di emergenza alla stabilizzazione”. Gentiloni ammette che “di errori dell’Occidente è ovvio che possiamo e dobbiamo parlare, e anche di come rimediarli: non c’è dubbio che ci siano stati interventi che non si sono posti il problema del dopo, della ricostruzione successiva”. Eppure, rispondendo a Carlo Sibilia del Movimento 5 Stelle, spiega che “non possiamo rispolverare un linguaggio sull’imperialismo delle multinazionali americane che è lontano dall’impostazione italiana, perché finiamo per considerare come conseguenza inevitabile la barbarie del terrorismo, che non è invece giustificabile in alcun modo”.
(Sis)