Nel Nord Est lo scontro tra Zaia e Tosi e tra Tosi e Salvini per la leadership della Lega e della Liga fa passare in secondo piano fenomeni, diciamo così, più strutturali. Per esempio le vicende di Veneto Banca, una popolare che è anche l’ undicesimo gruppo creditizio italiano, in questi giorni nel mirino della magistratura che accusa i vertici di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.
L’istituto nel 2013 era stato oggetto di due ispezioni da parte della Banca d’Italia che aveva accertato molte irregolarità: carenze nell’organizzazione e nei controlli, remunerazioni e appannaggi eccessivi, eccessiva discrezionalità nella concessione dei crediti. C’era stata anche una multa di un paio di milioni. Inoltre , la Banca d’Italia aveva chiesto e ottenuto che Veneto Banca cambiasse gli amministratori , e il risultato fu che l’ amministratore delegato diventò direttore generale. “Imperatore” veniva chiamato da a.d. e “imperatore” continua a essere chiamato oggi.
Giorni fa gli uffici della banca – che ha 70 mila soci, 6 mila dipendenti e 800 milioni di perdite secondo il Sole – sono stati perquisiti dalla Guardia di Finanza. La cosa ha suscitato le fiere proteste di alcuni consigliari regionali, indignati per l’eccessivo dispiegamento di forze, messe in campo al solo scopo – secondo loro – di “screditare il Veneto”.
Per la verità il discredito nasce da un’altra notiziola uscita in questi giorni, e cioè che nel 2013 la generosa banca di Montebelluna ha concesso ai membri del consiglio d’amministrazione – 15 persone in tutto – prestiti per 140 milioni di euro. L’elargizione di prestiti massicci a se stessi era del resto una consuetudine di vecchia data. Già nel 2010 l’ammontare delle linee di affidamento creditizio agli amministratori aveva sfiorato i 100 milioni. Tutto questo accadeva negli anni del massimo allarme per la stretta creditizia ai danni delle imprese, negli anni dei suicidi per un fido negato.
Tutte disgrazie che finivano sul conto di Monti o di Equitalia o dell’euro, comunque sempre ben lontano da Montebelluna e dal mitico territorio. (2 mar)