Il fenomeno degli sbarchi di clandestini non accenna a diminuire e, al di là degli ultimi casi di cronaca, nel 2014 si sono registrati 278 mila migranti irregolari giunti in Europa, di cui 170 mila approdati in Italia. E quest’ anno, in Italia ne sono arrivati 8918 contro i 5611 del 2014. Sono i dati che ha fornito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in una audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’ attuazione dell’ Accordo di Schengen, di vigilanza sull’ attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. “I Paesi di origine più rilevanti – spiega Gentiloni – sono Siria ed Eritrea, ma il 90% dei migranti passa per la Libia”. Motivo per cui il dialogo con la Libia va perseguito, un po’ perché “la minaccia terroristica ha contribuito a riportare unità”, un po’ perché “può fermare gli sbarchi, e può essere un motivo in più anche per l’ interesse che l’ Italia ha per la pacificazione del Paese. Renzi sta parlando con Putin anche di Libia”.
GENTILONI Ad ogni modo, spiega Gentiloni, se “da una parte l’ emergenza ci ripropone la tragedia degli sbarchi, dall’ altro finalmente la spinta italiana a considerare questa questione al centro dell’ agenda europea sta cominciando a produrre i primi effetti: proprio ieri sono state poste le basi per un’ agenda europea sull’ immigrazione, divise in quattro parti: il rafforzamento della politica comune dell’ asilo, la promozione di attività di protezioni legali, del contrasto all’ immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani, il rafforzamento delle frontiere esterne all’ unione Europea, implementando l’ azione di Frontex con il maggior coinvolgimento degli altri Paesi”. A proposito di Triton, spiega Gentiloni, “consideriamo l’ avvio dell’ operazione, per quanto limitata, un primo passo, significativo se non altro perché ha una dimensione europea, e si va verso una gestione condivisa del problema. Oltretutto ha salvato già 23mila migranti. Passare da Mare Nostrum a Triton, obiettivamente, non è voluto rinunciare all’ impegno di salvare i migranti dal mare. La responsabilità resta del Paese frontaliero, ma comunque abbiamo chiesto all’ Europa maggiore impegno”. La chiosa del ministro, però, è decisa: “L’ Italia ha il dovere e il diritto di chiedere di più e l’ Europa ha il dovere di impegnarsi di è più sul fronte emergenza Mediterraneo”. (5 mar – Sis)