Una coppia inizia a discutere da Ikea se avere o meno un bambino: quanti alberi bisognerà piantare per sopperire alle 10000 tonnellate di Co2 che il nascituro produrrà? E la scuola, le scelte future, le responsabilità? A pensarci troppo si finisce per lasciar perdere, ma correndo troppo si rischia di combinare un disastro. “Lungs” dell’inglese Duncan Macmillan per la regia di Massimiliano Farau, in scena sul palco del Teatro dell’Orologio a Roma fino al 29 marzo, si apre al pubblico senza scenografie né oggetti di scena. La regia essenziale e senza fronzoli di Farau permette ai bravissimi attori, Sara Putignano e Davide Gagliardini, di mostrare l’invisibile, di tirare fuori e trasmettere al pubblico il turbinio di paure ed emozioni tipiche della generazione di giovani adulti degli anni 2000. Paure ed emozioni affidate alle battute che si rincorrono a ritmi serrati durante tutto lo spettacolo che vede al centro della storia una coppia di giovani istruiti, ecologisti, terrorizzati di non essere all’altezza della situazione, di fare scelte poco consapevoli. Una coppia che rischia, a causa della troppa consapevolezza, di restare immobile nelle sue paure. E dopo tanto discutere manca l’aria e improvvisamente fa caldo, troppo caldo, e si inizia a soffocare. Forse, invece, basterebbe solo fare un respiro profondo, non affannato, e aprire le braccia alla vita: solo allora la vita può iniziare a scorrere con più naturalezza, senza l’ansia di sottoporre tutto a una costante e attenta disamina. (Cle – 19 mar) Foto di Manuela Giusto