(30 mar) Ha 33 anni ed è di Palma Campania, comune a pochi passi da Napoli. Ha un sorriso spontaneo e la faccia da bravo ragazzo. Soprattutto ha una grande passione – i fornelli – e la sua specialità è la “parmigianina” di melanzane al vapore. Lui è Pietro Parisi: un genio della cucina italiana apprezzato non solo in Italia ma anche nel mondo visto che ha lavorato in Francia, Svizzera e presso il “Burj Al Arab” degli Emirati Arabi. Per lo chef campano cucinare è cultura e non solo manualità. Cucinare è il rapporto con i contadini, la possibilità di osservare i loro volti. Dal 2005 Pietro – che si è formato alla corte di “mostri sacri” della cucina internazionale, quali Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi – dirige il suo ristorante-laboratorio “Era Ora” (a Palma Campania) proponendo una cucina tradizionale e contemporanea al tempo stesso, in cui la creazione da prodotti poveri “a km zero” e la rivalutazione dei materiali spesso considerati di scarto, danno vita a un’emozione unica di sapori e profumi. Da poco, invece, è uscito il suo primo libro “Pietro Parisi. Un cuoco contadino. I volti della sua terra” (2015, 112 p., Editore Marotta e Cafiero collana Inpentola) e solo qualche giorno è stato presentato presso il Salone dell’Istituto Italiano di Cultura a La Valletta. Oltre all’autore, a Malta sono intervenuti il direttore dell’Istituto Salvatore Schirmo e il segretaria generale della comunità Radiotelevisiva Italofona Loredana Cornero. Con questo libro – ricco di ricette e impreziosito dalle foto di Vittorio Guida – Parisi partendo dalle suggestive storie di sua nonna Nanninella ha raccontato i volti e le vite dei piccoli produttori locali della Campania. Volti di chi ogni giorno è a contatto con la terra: l’altra faccia della medaglia, il contrario delle multinazionali. Per questo è stato scelto come uno degli “ambasciatori” di Expo Milano 2015. (red)