Strumenti e servizi innovativi per aiutare i marchi e i prodotti italiani ad approdare sul mercato cinese. È l’obiettivo di Dora China Channel Management piattaforma commerciale nata dall’esperienza ventennale di un gruppo di aziende che con il loro know-how garantiscono tutti gli step del processo di internazionalizzazione. Nel gruppo delle aziende fondatrici, è presente una società di marketing, con una sede a Firenze e una a Shangai, che opera da oltre 15 anni sui mercati internazionali, promuovendo e gestendo attività di comunicazione e promozione. Una società di trading di diritto cinese, a servizio della piattaforma che dispone di tutte le licenze per l’importazione e la commercializzazione dei prodotti in ogni settore. Quello che Dora propone alle aziende italiane è di conquistare il mercato di consumatori più grande del mondo grazie a un modello di business che si avvale della multicanalità e della profilazione del cliente cinese. Multicanalità, perché Dora opererà in due segmenti di mercato: B2C (e-commerce, vendite online) e B2B commercializzazione dei prodotti sulle maggiori reti distributive on-line ed off-line affiancate da un’attenta e mirata conoscenza del mercato e del segmento in cui si andrà a posizionare il prodotto (dalla grande distribuzione ai centri commerciali, Retail e Ho.Re.Ca. fino alle piattaforme B2B on line). La piattaforma offre a tutte le aziende i servizi necessari, all’importazione, alla promozione, commercializzazione e distribuzione su tutto il territorio cinese. Tutto questo fa di Dora un vero e proprio export manager personale a disposizione della azienda. “I punti di forza di Dora – spiegano i fondatori Roberto Mandola e David España Amoros – sono quelli dell’alta marginalità sulle vendite rispetto ai competitors che realizzano un percorso tradizionale di esportazione del prodotto grazie alla società di trading a servizio della piattaforma; e di un vero e proprio posizionamento diretto della brand identity delle aziende italiane. Dora China Channel è l’export manager personale delle aziende italiane”. (Cle – 2 apr)