La fusione dell’Ente Nazionale per il turismo con l’Istituto per il Commercio estero “rimane un’idea in piedi”, la collaborazione con gli Istituti italiani di cultura all’estero invece è già un realtà, il tutto nell’ottica di un riassetto del sistema turismo che torni ad accentrare un po’ la regia. Perché quella del turismo, ricorda il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo Dario Franceschini in una audizione alla Camera sull’Enit, “è una materia oggi regolata dal Titolo V e su cui lo Stato ha poco margine di intervento, la riforma incide favorevolmente su un riequilibrio che mi sembra opportuno”. Già adesso però “c’è una condivisione di una prospettiva di confronto con le Regioni per anticipare un diverso assetto costituzionale soprattutto sul tema della promozione dell’immagine dell’Italia all’estero. Soprattutto, dobbiamo finirla con questa consuetudine per cui ogni regione si fa promozione da sé all’estero, c’è disponibilità da parte degli assessori regionali ad andare in questa direzione”. In ogni caso, il governo Renzi “ha avviato la riforma dell’Enit che, che prevedeva una estensione delle competenze attraverso la possibilità di commercializzare, e non solo promuovere, e anche dentro i confini nazionali”. Anche in questo contesto “resta in piedi la possibile fusione con l’Ice, ma era utile che fosse firmato lo statuto dell’Enit, avvenuta una quindicina di giorni fa: ora si potrà procedere alla nomina del direttore e del consiglio. Lavoriamo anche per l’integrazione con gli istituti di cultura all’estero”.
EXPO E GIUBILEO APPUNTAMENTI CHIAVE – “Sia il ministero che l’Enit in questi mesi si sono occupati in particolare del rapporto con Expo – spiega Franceschini – in un lavoro finalizzato al miglioramento dell’offerta culturale e della promozione all’estero. Sta per partire forse la più grande mostra su Leonardo mai organizzata, che aprirà il 15 aprile a Milano, abbiamo lavorato molto sulle attività culturali, sul concetto di museo diffuso, per far sì che chi viene a Milano prosegua il suo viaggio attraverso l’Italia piuttosto che attraverso l’Europa”. Dopodiché “ci saranno molto visitatori che verranno a Roma per il Giubileo, sarebbe importante portarli anche nei piccoli centri”. Questo perché “noi ci troviamo nella paradossale situazione di avere tre città d’arte come Venezia, Roma e Firenze, sempre ‘piene’, e a pochi chilometri altri centri pieni di offerta culturale, abbiamo un’offerta unica al mondo, negli altri paesi c’è una concentrazione nella Capitale e nelle grandi città, da noi ogni città o paese ha una sua offerta”. (Sis – 7 apr)